Bambini ciccioni, lesson one

La maestra mi dice di stare tranquillo, che solo a guardarmi le gira la testa.

Anche mamma dice sempre che sono troppo vivace, mi ha anche portato da un dottore strano che mi ha fatto domande che proprio non capivo; lui mi ha dato delle pillole da prendere tutte le mattine, e anche se sono piccolo io non le voglio prendere, perché i dottori mi fanno paura da quando ero piccolo, figurarsi quelli strani…
Meno male che mamma è un po’ contraria alle medicine, e allora ha deciso di non darmele ed accontentarsi delle trenta gocce di non so quale intruglio omeopatico (si dice così?) che mi mette nel the tutte le mattine.

Io non mi sento troppo vivace.
Non so neanche bene cosa voglia dire…
Faccio fatica a stare fermo a lungo, ma in realtà mi piace muovermi, credo sia un modo più giusto per definire la cosa.
Mi piace correre dietro allo scuolabus e salire come se fossi in un film americano.

Mi piace saltare fino a non avere più fiato.

Mi piace girare su me stesso a braccia aperte, come fossi un elicottero, finché mi gira la testa e non riesco più a stare in piedi.

Mi piace pattinare sul ghiaccio e girare a bordo pista sempre più veloce.
Mi piace fare il ladro quando si gioca a guardie e ladri, perché a scappare sono bravissimo.

Purtroppo giochiamo pochissimo a guardie e ladri.
Gli amici del cortile preferiscono invitare tutti a casa a giocare all’ultimo videogioco della loro consolle; alcune delle mamme mi sembra che siano anche più contente così, almeno siamo tutti in vista, chissà cosa credono che succeda quando ce ne stiamo in cortile.

A me piace giocare ai videogiochi, per Natale ho ricevuto un gioco sul NBA veramente divertente e realistico: ma stare tutto il pomeriggio davanti alla TV a giocare non mi sembra poi così diverso dallo stare tutta la mattina in classe ad ascoltare le maestre…

Adesso non pensate che sia un secchione! Me la cavo, anche bene direi, ma se domattina mi dicessero che la scuola deve chiudere per ristrutturazione per un mese intero io non ne farei un dramma, anzi…:)

Per fortuna il mio papà mi ha presentato un suo amico che insegna educazione fisica alle scuole medie, anche se non nella scuola dove andrò io l’anno prossimo, che oltre a questo fa l’allenatore per una società di atletica leggera, che invece è proprio vicina a casa.

Lui è proprio simpatico. Mi insegna e mi spiega un sacco di cose, un sacco di tecniche diverse per le varie specialità, e poi mi dice sempre che sono bravo, anche se nel gruppo con cui mi alleno due volte a settimana sono il più piccolino, sia per età che per statura.

Forse l’anno prossimo ci alleneremo una volta in più a settimana, e io sono contentissimo, perché tutte le volte che vado alla pista mi diverto tantissimo, e anche se a volte faccio un po’ fatica, passano le due ore e io nemmeno me ne accorgo: arriva papà a prendermi e io sono ancora lì che corro o che salto mentre dovrei aver già fatto la doccia.

Non so perché papà non si arrabbia mai per questa cosa, di solito quando qualcuno fa tardi lui si agita sempre…

Andrea

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