Domanda: che ci fa alla Juve l’avvocato Giulia Bongiorno?

La risposta è semplice: dopo aver difeso Antonio Conte, in sostituzione del dimissionario (o dimissionato) avvocato Michele Briamonte, la notissima penalista gli subentrerà nel  prossimo Cda della Juventus, che sarà nominato il 26 ottobre nel corso dell’assemblea degli azionisti del club bianconero.

Giulia Bongiorno figura infatti nella lista depositata dall’azionista di maggioranza della Juventus, la Exor (gruppo di controllo della società bianconera per conto della famiglia Agnelli), per il consiglio d’amministrazione e il collegio sindacale.

Nella lista figurano Camillo Venesio (amministratore indipendente), Andrea Agnelli (attuale presidente della Juve), Maurizio Arrivabene (amministratore indipendente), Giulia Bongiorno (amministratore indipendente), Paolo Garimberti (amministratore indipendente), Assia Grazioli-Venier (amministratore indipendente), Giuseppe Marotta (direttore sportivo della Juve), Aldo Mazzia, Pavel Nedved (l’ex giocatore è già dirigente bianconero). ed Enrico Vellano. Per la carica di sindaco effettivo Paolo Piccatti, Silvia Lirici e Roberto Longo. Per quella di sindaco supplente: Roberto Petrignani e Nicoletta Paracchini.

Quante possibilità ha Giulia Bongiorno di essere inserita nel Cda della Juve? Tutte quelle che riuscite a immaginare.

Chi, in questi giorni di indiscrezioni, ha fatto lo spiritoso configurando l’ipotesi Bongiorno come una presenza “rosa” in “bianconero” – i cromatismi si sprecano – in omaggio alla legge che impone di avere rappresentanze femminili ai vertici delle società per azioni quotate in borsa, è fuori strada.

Giulia Bongiorno serve eccome, per qualsiasi necessità, è un legale a “futura memoria”. Perché di memorie difensive, visto quanto si trascina il Calcioscommesse, ne dovrà scrivere parecchie.

Per chi si fosse distratto la Bongiorno ha uno status professionale invidiabile, che non si limita al collegio difensivo dell’onorevole Giulio Andreotti quando fu imputato per associazione mafiosa. Si è cimentata con successo nella difesa di Vittorio Emanuele di Savoia (il principe accusato di coinvolgimento in vicende di prostituzione legate al casinò di Campione d’Italia), del giudice Clementina Forleo (per le pressioni di alcuni politici durante l’inchiesta sulle scalate bancarie), di Raffaele Sollecito (indagato per il delitto di Perugia, uccisione di Meredith Kercher, assolto in secondo grado per non aver commesso il fatto).

Quanto allo sport, Giulia Bongiorno se n’è occupata in svariate occasioni: ha difeso Stefano Bettarini accusato di scommesse illecite,  Francesco Totti per la squalifica nell’Europeo del 2004 (il fattaccio Poulsen) e Sergio Cragnotti, allora presidente della Lazio, poi lasciato perdere perché inadempiente (non onorò la parcella).

C’è solo un gossip calcistico che riguarda l’avvocato Bongiorno: sarebbe tifosa del Palermo, in virtù di antiche frequentazioni siciliane. È certamente figlia di un docente di diritto processuale che insegnava a Roma e nel capoluogo dell’isola.

Nessuno, peraltro, si aspetta che l’avvocato Bongiorno diserti l’incontro Juventus-Palermo all’Olimpico di Torino, il 5 maggio prossimo, per manifesto conflitto di interessi.

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