Simone Ragusi (pt.6) – Domenica sono sulla Rai

 

Mi sono guadagnato la prima convocazione con i Cavalieri Prato! A Reggio Emilia parto dalla panchina, vabbè, ma è il primo passo. Alla fine dovrei entrare, l’esordio ci sta e dopo l’infortunio e una partita in tribuna è quello che ci voleva.

Ormai è un mese esatto che mi alleno con costanza, senza alcun tipo di problema fisico. È molto importante per entrare nei meccanismi della squadra, conoscersi tra compagni e guadagnare fiducia da parte dell’allenatore. Anzi degli allenatori, Frati e De Rossi. Non è sempre facile, perché l’allenamento di merda capita a tutti, e a me non sono mancati… Ci sta, dopo un infortunio, un anno all’estero…

Dovete capire che la vita del professionista a parole è facilissima. Ma poi, quando ti alleni 4 – ma anche 5 – volte al giorno, è difficile staccare, ragionare solo di riposo, tranquillità. Sei sempre con i tuoi compagni, sempre all’interno della società, non puoi permetterti di andare a fare l’aperitivo, bere la birra come fanno i tuoi coetanei. Ormai gli “All you can eat” sono solo un ricordo, maledetta dieta!!!

Adesso dovrei iniziare anche la scuola serale, per prendere il diploma. Sarà una grande esperienza riuscire a fare bene tutto perché è dura lavorare (fisicamente) e poi mettersi sui banchi per le lezioni. Sicuramente influirà il risultato sportivo: conquistare una maglia da titolare potrebbe mettermi le ali per lo studio!

Tornando al campo sto provando solo da numero 10, niente centro o estremo. La cosa mi stuzzica molto, perché è il ruolo centrale di tutta una squadra e, sinceramente, ricoprirlo in Eccellenza non capita a tutti. Per fortuna ho un paio di compagni che mi stanno aiutando tantissimo. Uno è Pino (Patelli), il capitano. È milanese come me, mi sta dando un po’ di equilibrio, a livello psicologico soprattutto. Lui ha già vissuto alcune mie sensazioni e mi regala consigli. L’altro mio mito è il neozelandese Ngawini, mai visto uno del genere, manco agli Ospreys… È troppo gentile, umile, vicino: spesso mi aiuta in alcuni fondamentali, mi motiva, è custode di una mentalità kiwi che può farti dare il 110%.

Non vedo l’ora placcare tutto e tutti. Ho una voglia…

A presto, Simo

Leggi anche:

Luca Loru, portiere stessa fine di Morosini
Tre giorni lontani da scuola, per sport
Cinque punti da non scordare
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: