Candeline per il ciclismo

Foto di Bedopolis Beppe

 

Domani è un giorno speciale, per chi sa di ciclismo. E il Giro di Lombardia che va in scena da Bergamo a Lecco, pur importante, cede per noi il passo ai compleanni di Felice Gimondi (ne fa 70) e Mario Fossati (90 primavere), giornalista sportivo tra i migliori di sempre.

Di Gimondi si ricorda sempre la strenua rivalità con Eddy Merckx. Non fosse capitato contro un avversario così scomodo avrebbe potuto fare, come lui,  “cinquina” al Giro (record che lo appariglia a due miti del ciclismo italiano, Alfredo Binda e Fausto Coppi) e magari anche una doppietta al Tour. Pensate che Gimondi nel 1969 collezionò qualcosa come 17 secondi posti: un primato degno di un “eterno secondo” come Tano Belloni.

Di Mario Fossati basta dire – ai più giovani, che non ne hanno traccia – che ha raccontato per tre grandi giornali (La Gazzetta dello Sport, Il Giorno e La Repubblica) oltre 60 anni di corse e i suoi protagonisti. Fossati per quelli che gli sono più vicini è “il generale”. Così lo chiamava Gianni Brera che lo voleva sempre al suo fianco quando seguiva il Giro e il Tour.

Di personaggi celebri nati il 29 settembre ne annota comunque parecchi.

Questi i nomi più noti, in cronologia: il Caravaggio, al secolo Michelangelo Merisi; Cervantes, l’inventore del Don Chisciotte; il grande ammiraglio Horatio Nelson. Nel secolo appena passato Enrico Fermi, nato proprio nel 1901: Michelangelo Antonioni, indimenticato regista ferrarese; Silvio Berlusconi (1936) e Pierluigi Bersani (1951), 15 anni di differenza e di ostilità.

Auguri anche a Lech Walesa, sindacalista e poi politico, e a un grande del pallone: Andriy Shevchenko.

 

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