Gimondi anni 70, non è cambiato

Merckx e Gimondi (foto tratta dal blog di Claudio Arisi)

Nei pressi dei suoi 70 anni, li compie sabato, Felice Gimondi prova “un certo imbarazzo” per le testimonianze di affetto che da più parti lo raggiungono. È grato a La Gazzetta dello Sport che ha deciso, in suo onore, di far partire sabato da Bergamo il Giro di Lombardia, è riconoscente anche al Presidente della Regione Formigoni che “ha rinunciato al via da Milano”.

Felice si stupisce sempre del calore che suscita, tende a dimenticare quanto abbia fatto breccia nel cuore dei tifosi. “È comunque una bella responsabilità – dice serio serio – anche se fa piacere essere ricordato come uno che ha sempre dato il massimo”.

Il Giro di Lombardia si lega a una sua preziosa vittoria, colta nel 1966 davanti a Eddy Merckx, che aveva già battuto pochi giorni prima nella Coppa Agostoni. “Arrivammo in sei allo stadio Senigallia di Como, Merckx rimase un po’ chiuso all’interno da Adorni, io risposi all’attacco di Dancelli e lo saltai sull’ultima curva. Eddy finì secondo a una bici da me”.

Quel giovane belga, che pure non gli toglieva il sonno, costrinse l’allora 24enne Gimondi a ragionare di come affrontarlo: “Al minimo errore ti puniva, per questo dovevi improvvisare”. Successe nel 1970, quando finì secondo nel Lombardia alle spalle di Bitossi, dopo essere “andato via sull’Intelvi per anticipare Eddy che non aveva mai vinto il Lombardia. Presi vantaggio ma non bastò, Franco mi raggiunse e mi battè in volata. Ci stava, comunque, un piazzamento è sempre meglio che finire nell’anonimato, cronometro a parte”.

Chiediamo spiegazioni: “Per uno come me, specialista contro il tempo, non esisteva arrivare secondo a cronometro. O vincevo o era una disfatta. Ricordo in due anni consecutivi, al GP di Lugano, la prima volta persi di 7 secondi da Adorni, la seconda di 8 secondi da Merckx. Un disastro”.

Torniamo a Bergamo, un posto per lui speciale. “Ogni volta che correvo in zona mi emozionavo, sentivo l’impegno in modo particolare. Ora l’idea della partenza del Lombardia come omaggio. Davvero lo merito?”.

Non merita una risposta.

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