Casi Morosini, speriamo mai più

 

I provvedimenti per contrastare i casi di morte improvvisa cardiaca nello sport sono alle porte: in gennaio avranno inizio le prime sperimentazioni ed entro la stagione 2013-2014 il calcio, dalla Serie A alla Lega Pro, annoterà il “match doctor”, vale a dire l’équipe sanitaria pronta a intervenire per prestare soccorso ai giocatori nelle situazioni di emergenza. Questo ad evitare il ripetersi di casi come quello del povero Piermario Morosini, deceduto sul campo il 15 aprile a Pescara durante l’incontro con il Livorno.

L’équipe sarà composta da un medico sportivo (il match doctor), due infermieri professionali e otto soccorritori che avranno a disposizione un microchip salvavita – l’Heart Genetics – messo a punto dai ricercatori dell’università portoghese Spgh d’intesa con i responsabili medici delle tre leghe italiane, la A, la B e Lega Pro.

Il match doctor segnalerà al quarto uomo qualsiasi anomalia e questi imporrà all’arbitro l’interruzione dell’incontro per consentire il soccorso. Le modalità d’intervento sono stabilite da un protocollo, il Mogess (il modello organizzativo gestione emergenze sanitarie nello sport), voluto dalla FIMS, la Federazione Italiana Medici Sportivi, per la tutela di tutte le discipline, non solo del calcio.

Il protocollo Mogess parla chiaro: dopo la sospensione della gara l’arbitro, coadiuvato dai capitani delle squadre, si adoprerà per tenere a 20 metri di distanza gli altri giocatori e consentire un soccorso ordinato e preciso. Dal canto loro, gli allenatori terranno a bada i giocatori in panchina.

L’équipe del match doctor, nella quale il medico sportivo sarà comunque estraneo alla società ospitante, costerà circa 300 euro a partita.

Il dottor Maurizio Casasco, presidente della Federazione Medici Sportivi, ha aggiornato i dati di morte improvvisa cardiaca: “In Italia si ha un decesso per ogni milione e mezzo di praticanti, mentre negli altri paesi il dato è più rilevante, una morte ogni trecentomila sportivi in attività”.

In futuro il match doctor si occuperà anche di traumi a forte rischio, soprattutto la concussione cerebrale, in forza di contrasti di testa o gomitate proditorie.

Il Mogess sarà al centro delle attenzioni del XXXIII Congresso Mondiale di Medicina Sportiva che si svolgerà a Roma da giovedì 27 a domenica 30 settembre.

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