Cellino, oltretutto da Miami…

 

Caro direttore,

bisogna dire che il calcio non tradisce  mai. Ogni settimana ne inventa una nuova. Una volta è l’allenatore-fantasma (Conte nascosto in tribuna), un’altra il gol che non c’è, un’altra ancora l’espulsione ingiusta e via così. Questa volta abbiamo una primizia assoluta: il presidente ultrà. Parliamo del presidente del Cagliari, Massimo Cellino, un uomo pirotecnico.

Cellino, uomo che pensa sempre in grande, un anno fa pensa di costruire un nuovo stadio a Cagliari ma non lo lasciano fare (troppo vicino all’aeroporto di Elmas) e allora a malincuore passi per rimettere in ordine uno che già c’è, quello di Is Arenas. I lavori incominciano e vanno alla grande, in tre mesi vedono la luce il prato, le curve, le recinzioni, quanto basta per ospitare una partita di serie A? No, perché mancano le tribune, gli spogliatoi e tutto intorno è ancora un cantiere.

Ci vuole ancora un po’ di tempo (e di pazienza). Così, prima di Cagliari-Roma, in programma domenica scorsa, FIGC e Lega si consultano e pensano che va presa una decisione di buon senso. Pensa e ripensa, stabiliscono che, per la regolarità del campionato, la partita va giocata, ma senza pubblico, a porte chiuse. Va beh, succede. I tifosi capiscono e non ci sono reazioni inconsulte come qualcuno avrebbe potuto temere.

No? Invece sì. Perché a questo punto scende in campo Massimo Cellino. Il presidente non si trova a Cagliari, ma a Miami, i cui vizi sono noti. La distanza comunque non gli impedisce di inviare un messaggio sul sito ufficiale del Cagliari col quale invita, anzi sollecita i tifosi ad andare ugualmente allo stadio, nonostante il divieto. Apriti cielo! Le forze dell’ordine si allarmano, ci sono timori per l’ordine pubblico e dopo una riunione concitata il prefetto di Cagliari decide di non far giocare Cagliari-Roma a causa delle “reazioni emotive, irrazionali e inconsulte ingenerate dal presidente del Cagliari”.

Mentre scrivo non so come andrà a finire, probabilmente il Cagliari perderà la partita a tavolino, ma non è questa la cosa più grave. È grave che il presidente di una società di calcio invece di dare il buon esempio inciti a calpestare le regole dimostrando di essere  un ultrà più ultrà degli ultrà. All’ennesima potenza.

Ma questo è il calcio in Italia, oggi. E domani, che cosa ci riserverà?

 

Lello Gurrado

Leggi anche:

Mediaticamente – Coppa Davis, con moderazione
Bridge - Lo Stripping
Sullo Stelvio per i bambini in ospedale
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: