Due minuti per parlare di Luca

Vorrei essere lieve come un soffio nello scrivere di un argomento così delicato. Vorrei avere le parole giuste  per un gesto che ha riempito il cuore di malinconia e di affetto vero e sincero verso quell’uomo e la sua compagna.

Un pensiero che da donna, da mamma, è andato a tutto quello che non hanno potuto vivere e a quello che purtroppo hanno dovuto sopportare e al quale devono sopravvivere.

Luca Toni, 35 anni, ieri è tornato al goal e ad essere un calciatore a tutti gli effetti.

Ma per tutti, ieri, è stato un uomo prima di tutto.

Due minuti dopo essere entrato in campo, il destino gli ha offerto un assist.

La palla tra i piedi, quei palloni che hanno un solo ed unico indirizzo, spedita oltre le spalle del portiere.

La corsa verso la Fiesole, quella curva che gli ha voluto bene e che lo ha accolto nuovamente con molto affetto.

Il gesto dell’esultanza, una mano che richiama il boato all’orecchio, è quello di sempre.

Anche il sorriso, a un primo sguardo, sembrava quello di sempre. Era diverso però, velato di malinconia, pieno di dolore e di quella tenerezza verso qualcosa che è stato, che sarebbe potuto essere, che avrebbe dovuto essere.

Il bacio a quell’angelo lassù, il suo bimbo tanto atteso e nato morto,  l’ha condiviso con tutti quelli che erano allo stadio o sul divano di casa.

E’ stato un mettersi a nudo, uno svelarsi completamente;  la condivisione di una parte così intima e privata della propria vita da metterci quasi in imbarazzo nel gesto dell’esultanza per la banalità di un goal.

Eppure ieri la dimensione pubblica, ludica ci ha dato l’impressione di essere un motore potentissimo che aiuta a far ritornare il sorriso sulle labbra, a vedere una luce nella nebbia, a pensare che questo maledettisimo percorso ad ostacoli che è la vita, a volte, valga davvero la pena di essere vissuta, che c’è un tempo per il dolore ed uno per riprendere in mano quello che si è stati.

Un dito verso il cielo e la dedica “a chi c’è e a chi non c’è più”.

La commozione è la nostra Luca, la forza è solo tua e della tua compagna Marta.

Bentornato.

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