Oltre le barriere… si va sul Mortirolo

Su una delle montagne consacrate al ciclismo, l’asperità più cara a Marco Pantani, si sono cimentati ieri sette atleti diversamente abili, saliti ieri da Mazzo di Valtellina, chi in bici, chi in tandem, chi con un particolare mezzo a tre ruote. Successo pieno, dal punto di vista sportivo e sociale, per la domenica intitolata “Oltre le barriere… Mortirolo” che ha consentito di pareggiare il conto: i protagonisti hanno voluto dimostrare che una persona diversamente abile è in grado di portare a termine le stesse imprese sportive di un normodotato.

E’ stata un’esperienza intensa, a tratti quasi impossibile, per atleti con disabilità motorie di vario tipo, dalle più gravi alle più lievi. Le rampe del Mortirolo hanno messo a durissima prova la loro resistenza. I migliori sono riusciti a salire in vetta in 1h:20’ mentre Fabio Nari, toscano su triciclo con gravi problemi a gamba e braccio sinistro, è giunto al Passo della Foppa in quasi 4 ore.  Per lui sudore, sofferenza pura ed ostinazione, ma in cima ha trovato i suoi compagni d’avventura e molti spettatori ad applaudirlo.

Si sono messi in gioco sul Mortirolo, oltre a Nari, campione italiano e vincitore in coppa Europa a Praga, cat T1 (triciclo),  Fabio Triboli, da Lecco, campione paralimpico, medaglia d’oro a Pechino 2008 nella gara in linea categoria C5, Luciano Caironi, campione Italiano 2011 mtb paralimpici categoria C2, Zaral Virgolin, friulano, plurimedagliato ai campionati Nazionali ed Europei cat C3, Romeo Gazzetta, veneziano, plurimedagliato in prove di Coppa Europa cat C5, Orlando Rusalen, da Pordenone, campione Italiano cat B1 (in tandem, non vedente).

 “Stiamo portando avanti il nostro progetto in tutto il mondo – ha spiegato il team manager, Daniele Zammicheli di Parma – dopo aver scalato vette importanti non potevamo mancare l’appuntamento con la montagna di Marco Pantani. Questi atleti si sono superati, hanno saputo sorprendere anche me che li accompagno da anni”.

L’operazione è stata possibile per l’interessamento del Consorzio Turistico di Tirano e della famiglia Illarietti che ha ospitato atleti e accompagnatori.

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