Annalisa vuole stupire se stessa

Cocciuta, come o più di sempre, Annalisa Minetti non si accontenta e, se possibile, rilancia. Oltre all’atletica ha deciso di dedicarsi anche al ciclismo per disabili in una logica da protagonista. Dopo il bronzo che valeva oro colto a Londra nei 1.500 metri insieme ad Andrea Giocondi (la sua guida), “l’atleta che canta” – così l’hanno ribattezzata mettendo in fila le sue passioni – vuole togliersi una serie di soddisfazioni: in primo luogo i Mondiali di atletica per disabili in programma in Francia a luglio 2013, nei quali tornerà a gareggiare sulla distanza preferita, gli 800 metri. Poi, in proiezione Paralimpiadi di Rio de Janeiro 2016, la possibilità di primeggiare in due differenti discipline: l’atletica e il ciclismo su pista, la sua più recente passione.

Mi sono confrontata con i tecnici azzurri – ci racconta al telefono – e mi garantiscono che non ci sono controindicazioni. Il lavoro sui due fronti può procedere, i 55 orari li tengo benissimo, anche se mi rendo conto che lo sforzo va diversamente distribuito, con l’aiuto della bici. Il problema può essere la partenza da fermo, mi dicono che è come fare un 800 metri in atletica al contrario, in termini di sforzo. Parti piano e poi acceleri, trovi la linea di volo, chiudi al massimo”.

Al momento le hanno suggerito di prepararsi sui rulli, poi andrà su strada. Dopodiché affronterà il training in pista, a Montichiari, nei pressi di Brescia: “Si può fare, abbiamo quattro anni davanti, Rio non è così vicina”.

Montichiari non è proprio comodo per chi vive a Milano, ma in città o nei dintorni il velodromo manca dal 1985, quando una nevicata un po’ abbondante lesionò il tetto del Palazzo dello Sport, poi demolito: “Vorrà dire che chiederò al sindaco Pisapia di farne costruire uno per me, potrebbe venir buono per le rifiniture”. E ride di gusto.

Ha avuto anche il placet della sua amica Spadaccini, ciclista primatista dell’ora nella categoria Master 50/55: “Patrizia mi ha detto che anche la cronometro, per una come me, può essere un’opzione vantaggiosa”.

C’è tempo per decidere il fronte ciclistico più adeguato alle sue attitudini, ora Annalisa si considera una neofita: “In questi quattro anni – precisa – in prima battuta occorrerà prendere confidenza, fare il fondo necessario. Poi si punterà a fare velocità”.

Il vero problema, in proiezione futura, è la permanenza di Andrea Giocondi al suo fianco. Il mezzofondista che ha contribuito a fare della Minetti un’atleta di gran valore ha 43 anni, non sa se il suo fisico gli consentirà, tra quattro anni, di assecondarla al meglio: “È un bravissimo tecnico – chiarisce Annalisa – non vorrei ricominciare con un’altra guida”.

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