Pelè lascia ancora il segno

 

E a Napoli c’è chi insorge all’idea che i promotori del Golden Foot, premio internazionale che si affida al voto popolare per designare ogni anno, via internet, il calciatore di almeno 29 anni meritevole di lasciare l’impronta del suo piede sulla Promenade di Montecarlo – in lizza quest’anno ci sono Buffon e Pirlo, dei nostri, se vi va votateli – definiscano Edson Arantes do Nascimento, Pelè appunto, come “il più grande giocatore di sempre”.

Un attributo imperdonabile per i napoletani che non hanno mai riconosciuto la bravura di O’ Rey (Pelè) dicendo che meglio di lui, di gran lunga, c’è il loro Pibe de Oro (Maradona).

La cosa buffa, per noi incomprensibile, è che la cerimonia dell’impronta, testimonianza di gloria imperitura nelle intenzioni di chi ha a cuore il Golden Foot, Maradona l’ha vissuta qualche anno fa. Pelé insomma gli è arrivato alle spalle, nel ruolo di “guest star”, perché i grandi del passato questo sono a Montecarlo, ospiti d’onore.

A chi risiede all’ombra del Vesuvio e a chi nel mondo palpita per i colori azzurri diciamo di mettersi il cuore in pace: il prossimo 17 ottobre Pelè lascerà l’impronta del suo piede sulla Promenade, saluterà Sua Altezza il Principe Alberto di Monaco ogni anno cerimoniere dell’evento e tornerà in Brasile o dove gli pare.

Nessuno, soprattutto, ha messo in discussione la celebre canzone «Maradona è meglio ‘e Pelè» che si accompagna a tutti i sacrifici necessari «’ppe l’avè’».

Giusto per la cronaca, oltre alle prossime di Pelè sul marciapiedi della Champions Promenade di Montecarlo figurano già le impronte di Maradona, Platini, Zidane, Ronaldo, Figo, Best, Puskas e di molte altre stelle del calcio.

Un album di figurine, insomma, che con la Panini non c’entra.

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