Fischiano all’arbitro (nelle orecchie)

Caro direttore,
puntualMENTE, come promesso e minacciato, voglio parlarti un po’ del campionato di calcio.

Che cosa ci sarà mai di nuovo? mi chiederai. Beh, in effetti proprio niente, hai ragione. Siamo soltanto alla seconda giornata e sembra già un campionato stanco, nato vecchio. È tutto già visto: gli arbitri che favoriscono le grandi, le espulsioni a capocchia, i rigori inventati.

Una novità però c’è. I giudici di gara non sono più tre, ma cinque. All’arbitro e ai guardalinee si sono aggiunti due arbitri d’area. Inventati per verificare se il pallone varchi o no la linea di porta dopo il clamoroso abbaglio di Milan-Juventus dello scorso anno quando un pallone entrato di un bel po’ venne giudicato sulla linea.

In realtà gli arbitri d’area si sono subito allargati e in pratica sono diventati i padroni del risultato. Sono loro che decidono se in area c’è un fuorigioco, un fallo da rigore, un corner o una simulazione. Lo dicono all’arbitro e quello gli dà retta, deve dargli retta per forza, se no che senso avrebbe la loro presenza.

E allora che succede? Che la partita la decide il giudice d’area e non più l’arbitro, perché le decisioni più delicate, quelle davvero importanti, riguardano quasi sempre azioni che si svolgono in area di rigore.

Ti sembra un passo avanti questo? A me sinceraMENTE no, e non dev’essere un caso se questa novità la applichiamo soltanto noi in Italia e nessun altro in Europa.

Per finire, sollecitato da quanto è successo in Udinese-Juventus, un’ultima domanda: se a dirigere una partita ci sono cinque arbitri vuoi che non ce ne sia, statisticaMENTE, almeno uno juventino?

di Lello Gurrado

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