Fabrizio Donato mago della pioggia

Fabrizio Donato - Foto: http://olimpiadi.blogosfere.it

Meeting nell’acquivento, ieri sera a Zurigo, dove Fabrizio Donato, 36enne triplista di Latina, medaglia di bronzo a Londra, nell’ultimo salto (17.29) è atterrato a 17 metri e 29. È la prima volta che un italiano vince una prova di triplo in Diamond League e quella di Zurigo era la prima delle due tappe di finale. Secondo con 17 metri e 16 finisce il britannico Christian Taylor, medaglia d’oro olimpica. Non benissimo gli altri due italiani in gara: Daniele Greco ha chiuso quinto con 16.41, mentre Fabrizio Schembri è stato settimo con 16.24.

Lo stadio zurighese di Letzigrund, stracolmo di gente che si aspettava più di un record del mondo (in gara c’erano 15 ori olimpici, 14 campioni del mondo in carica e 17 detentori di primati mondiali stagionali), ha annotato un’ulteriore performance di Yohan Blake che sui 100 metri ha sbalordito: nonostante la pista bagnata ha chiuso in 9”76, qualcosa di meno del suo 9”69 di Losanna in condizioni ottimali. Alle spalle del 22enne argento olimpico nei 100 e nei 200 metri finiscono il giamaicano Carter (9″95) e lo statunitense Bailey (9″97). Delude ancora il francese Christophe Lemaitre, mai sceso quest’anno sotto i 10”. Tyson Gay non ha partecipato, estromesso da una falsa partenza.

Usain Bolt ha fatto le cose per bene rallentando nel finale dei suoi 200 metri, chiusi con il ragionevole tempo di 19”66. Per uno che si è detto pronto a scendere, sulla distanza, sotto i 19”, un’autentica passeggiata di salute. Dietro di lui, ancora tre giamaicani, tanto per capire di che pasta sono: Nickel Ashmeade incasella un 19″85, Jason Young chiude in 20″08, Warren Weir in 20″18. Per capirci, il più atteso dei giovani giamaicani è Young.

Una sola delusione in serata: la procura il fenomeno keniano David Rudisha, ben intenzionato a battere il record del mondo sugli 800 ottenuto a Londra dove ha sbaragliato la concorrenza. Convinto di scendere sotto il muro dell’1’40”, Rudisha si è imballato nel rettilineo finale consentendo a Mohammed Aman di sopravanzarlo nettamente. Amman l’aveva già sconfitto a Milano nel 2009, all’Arena, sotto un diluvio come quello di ieri sera a Zurigo.

Visto il suo essere meteoropatico, è bene che Rudisha eviti le gare all’umido.

Leggi anche:

Doping, non se ne esce
Finali di Conference, è già vigilia
Arturo Vidal non è un killer
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: