Il golf contro il nazismo

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Golf gegen Nazis, il golf contro il nazismo: non altro che il nome di un torneo andato in scena la scorsa settimana in Germania, nel club Fleesensee di Gohren-Lebbin, Land Meclemburgo-Pomerania. Una regione tedesca in cui le minoranze incontrano non poche difficoltà, visto che il partito nazional democratico (la cosiddetta destra assoluta in Germania) ha preso un sacco di voti, in alcune località quasi il 25%.

Per contrastare il fenomeno – così lo definisce pacatamente Detley Fricke, portavoce dei promotori del torneo – occorreva dare un segnale inequivoco. Lo sport viene in aiuto, in certi casi può essere una chiave di volta. Lo sport ha la capacità di sorprendere perché nulla, nello sport, è scontato”.

Un po’ di battage e al via del Torneo su 18 buche si sono presentati 70 giocatori, senza timore di rappresaglie, anche se gli estremisti di destra avevano inzaccherato l’insegna del club con la scritta “morte”. Giusto per far sentire il loro calore.

Di più, ciascuno dei partecipanti ha versato, per giocare per una buona causa, 100 euro. Sapevano in anticipo come saranno impiegati nel prossimo futuro: serviranno per realizzare manifestazioni, corsi di educazione civica, iniziative che inducano il confronto fra persone diverse per estrazione e cultura. Per incoraggiare l’integrazione, per prendere coscienza del valore della diversità.

La data del 18 agosto, destinata a replicarsi di anno in anno, è stata scelta per ricordare un triste episodio ormai datato. Allora a Rostock, capoluogo del Land dove ha sede il golf club, dal 22 al 24 agosto 1992 si verificarono attacchi ripetuti a un quartiere popolato di rom e vietnamiti. Settecento “teste rasate” diedero vita a un’incredibile caccia all’uomo.

Contrariamente a quanti asserivano che fosse meglio dimenticare, i promotori dell’iniziativa antinazi hanno deciso che fare rumore e dare vita a qualcosa di sorprendente, nell’ovattato mondo del golf, avrebbe sortito l’effetto desiderato.

Si sono inventati anche una campagna molto ironica che ha preso di mira l’Npd, il partito neonazista, sbertucciando una linea di abbigliamento che punta su capi con marchi e scritte neonazi. Poi hanno dato vita a un corteo con le famiglie e i bambini, giusto per far capire che nessuno ha paura di questi scellerati che vorrebbero riportare le lancette della storia alle camicie brune. Retrocedere la civiltà di 70 anni.

Il successo dell’iniziativa ha colto un po’ tutti di sorpresa, in primis i politici della zona che non immaginavano il fermento popolare, il gran parlare che si è fatto nella comunità di Gohren-Lebbin.

Giusto per sorriderne, adesso in Germania c’è chi è convinto che i golf club, uno in particolare, si siano trasformati in covi di estremisti, mentre invece nella civile Germania anche uno sport considerato asettico e paludato può aprirsi a istanze sociali. In termini di semplice condivisione. Non ci vuole molto per progredire. Insieme.

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