Economia pervasiva

Colpevole ignoranza, del tutto nostra: il medagliere olimpico, a partire dal 2000, dai Giochi di Sidney, sono in grado di stilarlo gli economisti con precisione quasi assoluta. Se pensavate che i risultati dei singoli atleti o delle squadre dipendessero dal talento, dalle capacità fisiche e dall’allenamento, senza dimenticare l’alimentazione più corretta e un quid di fortuna (immancabile), eravate fuori strada, e di parecchio: i fattori che abbiamo ricordato dipendono in primo luogo dalle disponibilità economiche del Paese prese in esame e dalla capacità di selezionare gli atleti per l’Olimpiade.

Il modello econometrico (fidatevi, si chiama così) si basa su quattro variabili: il reddito pro capite di un Paese, la dimensione complessiva dell’economia (il prodotto interno lordo), il bacino di selezione (la popolazione a cui attingere) e il fattore Paese che ospita i Giochi (non solo per l’edizione di competenza, ma anche per la precedente e la successiva, come ricadute favorevoli). Il modello in questione è stato rielaborato, migliorato, così da ridurre il margine di errore.

Non a caso un’autorità in campo economico come il Financial Times alla vigilia di Londra 2012 ha anticipato la stima delle medaglie che ogni Paese avrebbe vinto nella rassegna olimpica. Su 204 Nazioni partecipanti solo quattro hanno vinto 5 medaglie in meno rispetto al pronostico: Australia, Cuba, Bulgaria e Francia. Solo 6 Nazioni sono andate oltre le previsioni: Giappone, Russia, Gran Bretagna, Iran, Colombia e Nuova Zelanda.

Imbarazzante il dato di Stati Uniti e Cina, i due attuali colossi dello sport: gli Usa hanno vinto 104 medaglie, due in meno rispetto alle previsioni, esattamente quelle vinte in più dalla Cina, che aveva “prenotato” solo 86 allori (in realtà ne ha vinti 88).

Perfettamente in linea con le previsioni le 28 medaglie dell’Italia. Siamo davvero prevedibili, stando agli economisti, visto che a Pechino ne abbiamo colte 27 (contro le 26 “annunciate”), ad Atene 32 (contro 30) e Sidney (34 contro 30).

Incredibile, gli economisti sapevano in anticipo del disastro del nuoto e del canottaggio azzurro. Perché non ci hanno informato in anticipo?

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