Medaglie un pochino nostre

Piccola rassegna di ori, argenti e bronzi altrui, ottenuti con il contributo tecnico di alcuni giramondo italiani dello sport. Le medaglie le hanno vinte gli atleti, nessuno lo discute, ma un po’ di merito va ad allenatori e commissari, azzurri nell’animo oltre che nel passaporto.

Da invidiare, perché luccicano, i tre ori colti nel judo dalla squadra russa, allenata dal ct italiano Ezio Gamba, medaglia d’oro a Mosca 1980. Un debutto esaltante quello del bresciano, con i complimenti di Vladimir Putin, a suo tempo judoka, che ha dichiarato di aver scelto il meglio, su piazza. Qualcuno rifletterà.

Argento meritatissimo per il basket spagnolo, che ha saputo lottare punto a punto con il Dream Team statunitense grazie alle buone scelte di Sergio Scariolo, uno dei nostri più apprezzati tecnici.

Bravissimo anche Sergio Busato, allenatore in seconda della squadra russa di volley che ha vinto l’oro nella specialità dopo uno straordinario match contro il Brasile, in rimonta dagli inferi.

A bersaglio anche i selezionatori del tiro “in prestito” ad altre nazionali: ci riferiamo a Genga e Scalzone, tecnici rispettivamente di Danimarca e Qatar. Argento per il tiratore Anders Golding, danese, e bronzo per il qataregno Nasser Al-Attiya.

Ultima annotazione, per ridimensionare le ambizioni di Vincenzo Placì, vice allenatore della squadra bulgara di volley, in realtà tecnico e stratega sopraffino mentre l’allenatore titolare, Nayden Naydenov gli faceva da interprete, ci sono voluti i migliori azzurri di Berruto. Noi terzi, i bulgari quarti, ma Placì ha fatto un figurone.

Post scriptum

Come al solito, l’Olimpiade sancisce, anche sul piano tecnico, arrivi e partenze. Ora si tratta di salvare gli artefici della nostra scherma: Stefano Cerioni, uno che sa come gestire sia le donne sia gli uomini del fioretto, potrebbe cedere alle lusinghe economiche di altri Paesi, ma è già certo che il maestro di Valentina Vezzali, Giulio Tomassini, se ne andrà a lavorare ad Avignone. Potrebbe lasciare l’Italia anche Giovanni Bortolaso, tecnico di Arianna Errigo, in procinto di accasarsi in Germania. Sappiano che la prossima Olimpiade avrà luogo solo tra quattro anni, ma il tempismo, in uno sport di destrezza come la scherma, non è un optional.

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