Addio all’antidoping

Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. Così De André concludeva la sua Via del Campo, ambientata a Genova. Altrove, ad Harlow, nell’Essex, un’ideale correlazione: a circa 30 chilometri dallo stadio olimpico londinese, si trova il mastodontico laboratorio voluto per “pizzicare” chi bara ai Giochi (chi gioca pesante, insomma), proposto e gestito dai ricercatori del King’s College di Londra con il contributo economico di GlaxoSmithKline, la multinazionale del farmaco con matrice britannica che vi ha investito 10 milioni di sterline, oltre 12 milioni e 600mila euro.

Il temutissimo impianto che ha provveduto a esaminare in queste due settimane oltre seimila campioni di sangue e urine di atleti impegnati agli Olimpiadi, non sarà smantellato, cambierà semplicemente destinazione d’uso, divenendo un Centro di Ricerca di eccellenza.

Lo hanno deciso due enti governativi britannici – il Medical Research Council e il National Institute for Health Research – con l’assenso di Jonathan Weber, direttore della ricerca medica all’Imperial College di Londra e la benedizione di GlaxoSmithKline che conserverà la titolarità del terreno e dei muri dell’impianto, prossimamente in ristrutturazione. A ottobre inizieranno i lavori e già a gennaio entrerà in funzione il nuovo Centro.

Dopo la caccia a chi imbroglia nello sport  – con esiti non del tutto noti, qualche sgradevole sorpresa non mancherà nelle settimane a venire – entrerà  in scena la metabolomica, la scienza che studia l’insieme delle sostanze (i metaboliti, di recente ribattezzati metabolomi, per assonanza con il genoma, l’insieme del materiale genetico, che si producono nel nostro organismo). Le nostre scorie, per intenderci meglio, che ritroviamo nel sangue, nelle urine, nei liquidi biologici e nei tessuti. Semplici reazioni a carico di cibo, farmaci o sostanze che ingeriamo, la cui analisi permetterà di collegare alcune sostanze presenti in urine e sangue a malattie specifiche, permettendo l’individuazione di sistemi diagnostici, e perciò anche farmaci, sempre più affidabili e specifici.

L’obiettivo del nuovo Centro saranno 25mila campioni analizzati nel 2013 per poi, in linea di volo, raggiungere la ragguardevole quota di 100mila campioni annui.

Per dare un’idea dell’impegno economico, nonostante il 60% delle attrezzature utili sia già presente nel laboratorio antidoping, il nuovo Centro Ricerche costerà ai contribuenti altri 10 milioni di sterline.

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