Pastette olimpiche

Incredibile, infangano anche il passatempo in cui si dilettavano le suffragette, nell’Inghilterra vittoriana, leggiadre nel loro parasole mentre con la mano libera impugnavano l’affusolata racchetta che rinviava, oltre la rete, quel bizzarro piumino zavorrato che ogni tanto, ancor oggi, prende traiettorie impensate. Il Badminton, per noi più comunemente Volano, da trastullo per giovanette si è trasformato nel Novecento in una disciplina olimpica e – non ditelo alla Regina Elisabetta, vi fulminerebbe con uno sguardo – è divenuto sport plebeo quanto e più di altri, sceso a patto col diavolo, meglio con le diavolesse dagli occhi a mandorla che a Londra, sui court olimpici, si sono rese interpreti di accomodamenti, in francese combines.

Quattro coppie del torneo olimpico di Badminton – una cinese, una indonesiana e due sudcoreane – sono state cacciate dall’Olimpo londinese. Squalificate. Senza appello. Perché gli incontri accomodati sono stati due, per spartirsi un più semplice accesso alla fase finale e consentire la spartizione delle medaglie, col calendario amico, tra le due formazioni più in vista, le cinesi e le coreane del Sud. Per una medaglia in più, si potrebbe dire.

Del papocchio imbastito dalle otto giocatrici infedeli allo spirito olimpico si è accortala Federazione mondiale di Badminton insospettiva dal comportamento compiacente di quattro team che hanno deciso di non farsi la guerra, durante il primo turno di gare.

Slealtà ben palese se se n’è accorto chi di solito finge di non vedere.

Di mezzo le campionesse del mondo, le cinesi Yu Yang e Wang Xiaoli, opposte nel gruppo A alle sudcoreane Hung Kyung-eun e Kim Ha-na. Queste ultime hanno vinto 21-14 e 21-11 un incontro in cui “sembrava che nessuno volesse primeggiare”. In un primo tempo si è pensato a un giro di scommesse, la quota alta (a Londra ne capiscono, giocano anche sui piumini che volano) avrebbe fatto gola. Niente di tutto questo.

Nel gruppo C l’altra combine mal riuscita, una messa in scena ad opera delle sudcoreane testa di serie, Ha Jung-Eun e Kim Min-Jung, opposte – si fa per diree la coppia indonesiana, Meiliana Jauhari e Greysia Polii. Hanno vinto le coreane.

Un giochino di cui si è fatto carico per primo l’allenatore sudcoreano, Sung Han-hook, che ha ammesso le combine delle sue quattro atlete, ma si è difeso dicendo che anche le cinesi hanno avuto la loro parte di colpa, visto che conveniva anche a loro.

Il presidente del Comitato organizzatore, Sebastian Coe, ha definito la vicenda “deprimente” e “inaccettabile”.

I Giochi di Londra potrebbero passare alla storia come il “volano della corruzione”.

Leggi anche:

La Cavalls del Vent in sintesi
Gianni Motta, un ragazzo di 70 anni
Ghisallo, il Museo non deve morire
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: