Un velodromo per la città

 

Il Comune di Milano ha indetto il bando per il rifacimento del Vigorelli-Maspes, in vista dell’Expo 2015. Un progetto di ristrutturazione molto importante per la città, in grado di garantire numerose opportunità, ma già esposto ad alcune incognite, tutte da valutare, in qualche caso certamente da evitare.

Una premessa doverosa: dal 1935 il velodromo è un tempio del ciclismo milanese e mondiale, anche se la religione delle due ruote è andata nel tempo spegnendosi con conseguente degrado dell’impianto che ha perso la sua destinazione prioritaria. Da qualche anno, per altro, assistiamo a una grande ripresa dell’uso quotidiano della bicicletta, con richieste di piste dedicate, a fronte di una cultura nuova (a volte aggressiva) per l’utilizzo delle due ruote.

Il progetto dovrebbe tener conto di questo movimento prevedendo una pista ciclabile che raggiunga e circondi il velodromo. Su questa pista si dovrebbero proporre dei corsi educativi per migliorare la conoscenza del codice stradale, portando scolari e cittadini a usufruirne compiutamente.

Il velodromo dovrebbe calamitare alcune aziende milanesi che ancora oggi producono o rivendono biciclette. Potrebbe così trovare casa la grande tradizione dei meccanici italiani che ha arricchito il palmares del ciclismo nazionale, consentendo di trasferire una tradizione e un nobile lavoro ai giovani che desiderino diventare meccanici. Senza dimenticare la grande tradizione che Milano aveva in termini di Salone del Ciclo, ormai ridotta a una stanca rassegna di pochi espositori, oltretutto prossima a trasmigrare a Verona. L’area del Vigorelli-Maspes, in termini di investimento culturale e sportivo, potrebbe reinventare un modo di esporre.

In accordo con la federazione ciclistica si potrebbe pensare a un museo della bici e i suoi campioni. Il Vigorelli-Maspes dovrebbe diventare un modello per il mondo ciclistico italiano e internazionale ponendosi come base logistica per le corse in pista e su strada. Come in passato.

Il Comune di Milano ha già individuato un coordinamento per le attività del nuovo spazio? Chi gestirà impianti, calendari, eventi dando congruità al grande investimento che Palazzo Marino si appresta a fare ?

Il rischio di un impianto troppo polifunzionale è ben presente. Far convivere ciclismo, rugby, football americano, basket e magari gli eventi musicali e altro, può compromettere l’identità di un luogo simbolo, di una struttura storica.

Con tutto il rispetto per chi utilizza la struttura del Vigorelli-Maspes per le partite di football americano, fa specie che questi utenti lo abbiano, di loro iniziativa, ribattezzato intitolandolo a un atleta del loro sport. Queste fughe in avanti non condivise con la cittadinanza milanese e il Comune creano già ora uno sgradevole  cortocircuito, sul nome del velodromo e il suo utilizzo.

L’impianto potrà sicuramente accogliere altre discipline, ma le scelte vanno fatte ora con un pensiero razionale che dia ordine e priorità agli sport che vi saranno contemplati.

Selezionando le convivenze, crediamo che si possano conciliare altre due discipline oltre al ciclismo su pista.

Lo spettro di un velodromo che diventi un’area dismessa dopo gli auspicabili fasti dell’Expo 2015 è reale.

Un nuovo Vigorelli-Maspes deve contemplare un nuovo modo di vivere, che i tempi della crisi ci stanno imponendo. Quindi ci auguriamo una struttura energetica autosufficiente per abbassare i costi gestionali dell’impianto. Una struttura in grado di creare e rinnovare lavoro per i giovani al fine di promuovere la cultura dello sport migliorando con esso la vita della città, una bella opportunità o un altro imprevisto?

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