Fiamme senza pompieri

In un tempo ormai lontano, quando i Giochi dell’antichità si svolgevano a Olimpia secondo rituali a tutti noti e indefettibili, l’idea stessa che il fuoco sacro potesse spegnersi avrebbe destato non ansia ma autentico terrore in tutto il comparto olimpico, senza eccezione alcuna. L’avrebbero tutti vissuto come un presagio di sventura, un segno indubitabile dell’ira degli dei che presto si sarebbero scatenati contro gli umani, rei di chissà quali torti e nefandezze.

Oggi la notizia che il braciere olimpico, in quel di Londra olimpica, è stato volutamente spento per alcune ore la scorsa notte per trasferirlo da un punto all’altro dello stadio, nel suo assetto definitivo, non sconcerta più di tanto. Chi, volendo fare dello spirito, accenna a inutili scaramanzie, crediamo non debba dimenticare le buone maniere, che impongono il rispetto di chi crede e chi no, senza irridenti sorrisini.

A testimonianza che l’evento non poteva passare sotto silenzio, la polemica era già stata sollevata nei giorni scorsi, a partire da chi aveva eccepito sulla collocazione del braciere, ritenendo che non fosse “molto serio compiacere il coreagrafo” dimenticando di ledere lo spirito olimpico in uno dei suoi simboli imperituri.

Il senso pratico degli organizzatori ha trovato il modo di tacitare i più critici: con un comunicato hanno precisato che durante lo spegnimento temporaneo la fiamma è stata conservata in una lanterna simile a quella utilizzata dai commando della Marina britannica al suo arrivo al Tower Bridge il 20 luglio scorso. Sono, insomma, cose che capitano.

La riaccensione, a detta degli organizzatori, è avvenuta stamane alle 7 (ora locale).

A onore e merito di chi l’ha creato, il braciere è nato dall’idea di assemblare 204 petali – il numero dei Paesi presenti ai Giochi – in una coreografia che prevedeva il loro sollevarsi e unirsi venerdì scorso durante la cerimonia inaugurale. L’operazione era avvenuta al centro del campo, affinché fosse visibile anche a tutti gli spettatori presenti (uno dei pochi omaggi di una cerimonia quasi per intero televisiva) dopodiché il braciere doveva essere spostato per far posto alle gare.

Ultima sottolineatura degli organizzatori, il braciere permarrà all’interno dello stadio, come nelle Olimpiadi del 1948, quando Londra visse la sua seconda esperienza olimpica dopo il 1908.

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