Wimbledon in affitto

Ci chiama da Londra un grande appassionato di tennis, da anni frequentatore dei court dell’All England Club, quello che i comuni mortali chiamano Wimbledon. Voce squillante, tono un po’ esaltato se ne esce con un “roba da non credere, non avete idea di che posssa capitare per via delle Olimpiadi..” Siccome abbiamo letto del new look dell’All England, tappezzato di pannelli viola in luogo dei tradizionali verdi, degli sponsor che hanno sostituito gli ultraclassici Rolex e Slazenger (al loro posto Coca Cola, Mc Donald’s e Omega per l’orrore dei tradizionalisti) chiediamo conto al nostro interlocutore se sia in grado di dirci il costo dell’affitto della struttura di Wimbledon  al Logoc, il comitato organizzatore dei Giochi, perchè l’ammontare non è noto. Già che è al telefono gli diciamo che il “travestimento” di Wimbledon e’ noto dal 2004, quando i vertici del Club aderirono all’ipotesi olimpica. Unica piccola resistenza venne opposta all’idea che tennisti e tenniste potessero giocare con mise sgargianti (a Wimbledon impera il bianco e non si transige). Gli riferiamo, con pignoleria, il divertito parere di Philip Brook, il chairman di Wimbledon, che replicò: “va bene così, è divertente“. D’oltremanica arriva un sospiro. Poi la frase accorata: “Ne sapete più di me“. Non sempre, ma a volte basta leggere i giornali. Un ultimo affondo, l’occasione e’ ghiotta: “Pensi di riuscire a sapere per quante sterline hanno affittato Wimbledon?“. “Credo sia gratis” è la risposta: “da qualche parte ho letto che hanno offerto Wimbledon all’Olimpiade“. Beata ingenuità, i puristi del tennis conservano il candore e la capacita’ di mentire. Molto british in verità.

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