Donne sole al comando

Dopo 105 km di fuga in solitaria Cromwell, del team Orica AIS, ha vinto la quinta tappa dell’ ultima edizione del Giro d’Italia. Ma la sua impresa non è stata accompagnata da ali di folla, né decantata da televisioni e giornali e nemmeno affogata in abbracci e congratulazioni. Perché Cromwell è Tiffany, una graziosa signorina bionda e la tappa vinta è parte del Giro d’Italia femminile. Che anche se “internazionale”, come tutto il ciclismo femminile, conta come un temporale estivo.

Tiffany, ma come ti è venuto in mente?

Il nostro team, Orica GreenEdge (adesso Orica -AIS) corre sempre per vincere, che sia la classifica generale oppure una singola tappa. La quinta, in particolare, arrivava sì dopo due tappe dure ma era anche quella più pianeggiante del Giro (da Polesella, in provincia di Rovigo fino a Molinella, Bologna). Nel nostro meeting di preparazione alla tappa ci siamo dette che era una tappa per velociste ma che, non avendone in squadra, avremmo dovuto inventarci qualcosa per vincerla. Il piano era di attaccare subito sfruttando le strade strette e le numerose curve cercando di portare via una fuga, ma non ci siamo riuscite; allora ho provato un ultima volta, prima che la strada si allargasse e diventasse dritta: il gruppo mi ha finalmente lasciata andare. Speravo che qualcuno mi aiutasse ed invece me ne sono andata da sola. Per  mia fortuna dietro si sono messe d’accordo troppo tardi e non sono stata ripresa.

Qualcuno ha forse paragonato questo tuo “numero” alle  imprese dei grandi del passato?

Veramente no…nessuno che io sappia…

Eddie Merckx una volta ha detto che “le crono fanno parte del mestiere…” e la tua è stata di fatto una crono…

Sì, sicuramente è stato come fare una crono di oltre 100km… Mi alleno spesso da sola e a volte faccio allenamenti specifici per le crono; insomma sono abituata ad allenamenti intensi e prolungati.

I ciclisti, uomini, di solito durante le crono non hanno il tempo di guardare il panorama; hanno dei punti di riferimento che possono essere un ponte oppure delle curve; hai fatto la stessa cosa?

Di sicuro non c’è il tempo di guardarsi intorno…e comunque la zona della tappa non era così, diciamo, “romantica” (dopo Ferrara ci si addentrava nel Polesine fino a Massa Fiscaglia per poi scendere per Portomaggiore fino alla provincia di Bologna): molte strade dritte…mi sono concentrata sul mantenere la traettoria più veloce e più breve.

Per il Giro hai avuto dei contatti, dei suggerimenti,  da parte dei d.s. Italiani? Algeri e Nardello?

No, il Team Manager che mi ha seguito era David McPartland. Algeri e Nardello seguono il team maschile. Siamo due gruppi completamente separati.

La tappa era la Polesella-Molinella che detta così sembra una filastrocca per bambini ed invece è il Giro d’Italia femminile internazionale…

Il Giro, oltre che essere una delle corse più importanti del ciclismo femminile, è una corsa speciale. Ci siamo tutte preparate in  modo diverso: io mi sono allenata sulle montagne del Principato di Monaco; allenamenti duri per sostenere le 9 tappe ed arrivare bene fino in fondo.

Ti sei fatta un ottimo regalo di compleanno (24 anni il 6 Luglio). Da Adelaide, la tua città, ti hanno fatto i complimenti oltre che gli auguri?

E’ stato un ottimo regalo di compleanno in anticipo. Ho ricevuto chiamate e messaggi dalla mia famiglia e da alcuni amici che hanno saputo della mia vittoria. I giornali  hanno riportato la notizia e questo mi ha fatto molto piacere!

Ecco, la tua famiglia: ha sostenuto la tua scelta di correre in bicicletta?

Sì, la mia famiglia mi ha sostenuto molto durante tutta la mia carriera. Quando ero Junior mi portavano alle corse in giro per tutta l’Australia ed anche adesso continuano a seguire quello che faccio col massimo supporto.

Hai praticato atri sport prima del ciclismo? Come mai hai scelto la bicicletta?

Ho fatto tanti tipi di sport: ho cominciato con la danza e ho continuato con il basket, l’atletica, il triathlon, la ginnastica. Sono stata una bambina sportiva.  La bici, però, è stata lei a “scegliermi”: in Australia abbiamo “l’istituto dello Sport” AIS (un istituto di formazione sportiva di livello mondiale, con una sede europea a Gavirate) con un “talent search program”, cioè un programma con cui, tramite test specifici, si identificano le attitudini sportive dei futuri atleti indirizzandoli verso lo sport a loro più idoneo. Secondo questi test io avrei avuto la possibilità di diventare una buona ciclista. Il resto è storia.

Una donna che corre in bici su strada in un Paese di ciclisti uomini che vanno forte in pista…qualche pregiudizio?

Molto sport é “dominato” dagli uomini ma non mi importa, io lo faccio perché mi piace stare all’aria aperta, spingere oltre i miei limiti e girare il mondo. Non penso ci siano pregiudizi. Il ciclismo in Australia sta crescendo molto; ci sono tanti ciclisti e sempre più persone si interessano al ciclismo che, di conseguenza, sta diventando uno sport di massa. Ci sono stati i campionati del mondo e c’è il Tour Down Under che è molto amato dagli australiani  ed uno dei maggiori eventi nel programma sportivo del Paese. Ed ora che abbiamo il nostro team siamo davvero al top.

Adesso giri il mondo correndo per la Orica AIS; un team  di livello mondiale soprattutto per i ciclisti uomini. Ci sono grandi differenze tra il gruppo maschile e quello femminile?

Il team  Orica AIS è al primo anno di vita. E’ stato fondato da Gerry Ryan e Shayne Bannan e sono stati loro a decidere di avere, oltre ad un team maschile che potesse competere al massimo livello, anche un team femminile. Semplicemente, non si possono paragonare i due team; Gli uomini sono nel ciclismo professionistico ormai da parecchi anni. Le donne, invece,  hanno un margine di crescita ancora molto ampio e far parte di un team come Orica –AIS è sicuramente un’ ottima cosa: è un team assolutamente  professionale, siamo ottimamente supportate e riceviamo tutte un regolare stipendio; abbiamo il top di gamma in termini di supporto tecnico ed il fatto di essere collegate al team maschile è sicuramente un vantaggio. Come team femminile è uno dei migliori.

Va bene; ma non siete nemmeno sul sito…

Per quel che riguarda il sito web, è nuovo per via del nuovo sponsor. Come avrai notato non c’è nemmeno tutto il team maschile. Molto presto rilanceranno il nuovo sito, completo di tutto l’organico.

Quali sono i prossimi impegni?

Purtroppo non sono riuscita ad entrare nel gruppo che parteciperà alle olimpiadi. Farò una breve pausa e correrò la Erpe-Mere in Belgio (corsa nel calendario femminile UCI che si disputa inizio Agosto), l’ Open de Suede Vargarda (prova in linea e cronomentro a squadre  in Svezia, entrambe valevoli per la coppa del mondo ) e probabilmente la Plounay World cup  ed un altro paio di corse sperando di partecipare al campionato del mondo (Walkenburg, Olanda 22 Settembre).

Sai già cosa farai quando scenderai dalla bici?

Ho qualche idea; ho studiato fashion design e vorrei completare gli studi per entrare nell’ambiente della moda con una specializzazione creativa, che permetta di liberare l’immaginazione. Mi piace la fotografia, mi piace viaggiare, si vedrà. Non mi ci vedo dietro ad una scrivania a fare orari da ufficio.

Tiffany, cosa viene in mente ad una donna  sola?

Non lo so, non sono una donna sola. Ho un fidanzato fantastico con cui vivo e quando lui non c’è ho un sacco di amici a Monaco con cui faccio un sacco di cose. Quando sono sola mi godo  il momento e la consapevolezza di poter fare ciò che voglio.

Come andarsene in fuga per 105 km e vincere al Giro,  per esempio.

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