Emigranti sotto rete, ahinoi

Londra e i tornei olimpici di volley e beach volley valorizzeranno atleti e atlete azzurre peraltro già chiamati a giocare oltre confine (Russia, Turchia e Polonia) dove i venti della crisi non soffiano, per il momento

Il conto alla rovescia è quasi arrivato ai numeri da scandire a voce alta: le Olimpiadi di Londra sono ormai dietro l’angolo. L’Italia del volley e del beach volley non ha dei veri dream team da schierare, ma sogna di arricchire la propria bacheca di nuovi trofei.

Si consuma nel frattempo un esodo massiccio dei nostri giocatori verso i campionati più ricchi del continente, o magari ancora più in là. Dopo aver esportato i nostri tecnici migliori, che vincono all’estero regalandoci la gioia di quel pezzetto di casa nostra che sale sugli scudi, è la volta degli atleti e soprattutto delle atlete, costrette a tagliare le radici in cerca di fortuna.

Dopo il campionato russo sono adesso quello turco e quello polacco a tentare maggiormente gli idoli di casa nostra. Speriamo che presto si possa tornare a paragonare il campionato italiano alla NBA del basket.

Il nostro campionato, oltre ai pochi soldi, offre esigue garanzie di veder onorati i contratti, mentre aggiunge i propri Over al dubbio numero dei lavoratori già esodati dall’esecutivo al governo. Le squadre di A1 ed A2 che si sono regolarmente iscritte al prossimo campionato sono molte meno del previsto, specchio di una crisi che si addentra nello sport con tutta la sua forza distruttiva.

Probabilmente il volontariato e la sana improvvisazione torneranno a dettare legge negli sport cosiddetti minori – quelli a minor incidenza televisiva – in attesa di tempi migliori.

Mentre Andrea Anastasi, liquidato senza troppi riguardi dalla sua nazionale, continua a fare faville con la squadra polacca, oro alla World League 2012, la Picci nazionale, ovvero Francesca Piccinini, la brava e famosa schiacciatrice, ritrova sulla sua strada le vecchie compagne e una nuova Olimpiade, dopo un periodo fuori dal giro azzurro.

I ragazzi di Berruto, ct dei maschi, fanno visita ai terremotati e giocano per loro, consapevoli che l’Emilia Romagna è la culla della pallavolo italiana e che tanti di quegli appassionati oggi sono alle prese con una difficile ripartenza dopo uno stop improvviso e sfortunato.

La pallavolo italiana con la sua Federazione è sempre stata vicina alle persone meno fortunate e ogni segnale in tal senso non può che farle onore.

Le prove sono finite, i test buoni e cattivi hanno emesso i loro verdetti, le scelte tecniche sono state fatte, discutibili o meno. Adesso non resta che confrontarsi col mondo intero dello sport e con il pubblico più eterogeneo che esista, quello delle grandi occasioni, la platea dell’Olimpiade.

di Roberto Viscuso

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