Pamplona: sulla strada per Compostela si fa il passo più lungo della zampa.

Si può smettere di correre verso il fanatismo?

Pamplona

Il toro nasce come animale libero

 

”A cosa vi serve una rivoltella? [...]
Per imparare ad avere fiducia negli uomini.”

Il cammino di Santiago – Paulo Coelho (p. 104)

 

Trovo che questa breve citazione racchiuda perfettamente il senso, o il nonsense, dell’appuntamento annuale di Pamplona.

Una corsa all’oro, iniziata come corrida di piazza e sfociata in invasione barbarica. Chi fa la barba al turista moderno?

Proprio non riesco a chiamarla festa, che sia istituzione religiosa o laica, il disumano, qui, non è certo il toro.

Proprio non riesco a chiamarla corsa, che sia velocità o resistenza, il protagonista, qui, non è certo lo sport.

Quando abbiamo iniziato a credere di poter decidere della sorte altrui, la moneta ha sostituito il baratto. Barattolo chiuso, questa ostinazione al fanatismo.

Non sono spagnola, spesso il mio senso civico entra in conflitto con le leggi (seggi) statali, e alla CEE, a volte, devo ammettere d’aver preferito il Che, ma una cosa mi sento di dirla: ‘San Firmino metti un autografo sulla parola FINE’.

Implode lì, lungo il cammino per Compostela, una conchiglia di speranza, che l’uomo si fermi a pensare.

 

 

Federica Gianola per SportivamenteMag

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