Emilia, i danni collaterali

Anche lo sport patisce il terremoto, per gli impianti che ospitano le tendopoli, poste su terreni di gioco di fatto oggi impraticabili. In un’ampia fascia dei due campi di calcio di Finale Emilia terra ed erba sono state rullate via, il dislivello di mezzo metro dà conforto ai soli sfollati, non a chi giocherà a pallone. Soluzioni prospettate: i più piccoli dello Junior Finale si trasferiranno in campi periferici con il supporto di container per spogliatori e docce. I più grandi saranno ospitati altrove, in provincia di Ferrara. Poi c’è il sogno, molto costoso, di un manto sintetico in almeno uno dei due impianti di Finale Emilia

Oltre undicimila persone, dopo le scosse in Emilia, sono ancora ospiti delle tendopoli, posizionate in gran parte in impianti sportivi dove si schiatta di caldo, ma nulla può cascarti addosso. È il caso di Finale Emilia che i suoi due campi di calcio, lo Stadio comunale e il Campo Robinson, li ha messi a disposizione degli sfollati. Si dice che a inizio settembre la gente lascerà le tendopoli, ma questo non consentirà di restituire i terreni alla destinazione originale. I due campi saranno a lungo inutilizzabili per il pallone. Ce lo racconta Francesco Dondi, coordinatore del settore giovanile dello Junior Finale, la società che ha in forza oltre 200 calciatori di varie età: 160 che vanno dai Giovanissimi alla Scuola calcio, 25 Allievi, poi la squadra che milita nel campionato di Terza categoria: “La loro attività è momentaneamente sospesa per l’estate, ma procederà a singhiozzo, a meno che non si trovino i soldi, dai 300 ai 400 mila euro, per riproporre almeno un campo in sintetico. Per consentire un minimo di vivibilità delle tendopoli, per evitare la fanghiglia, la Protezione Civile ha dovuto rullare via mezzo metro di terra ed erba per una fascia larga oltre quattro mesi. È un dislivello importante, ci vorranno tempo e soldi per ripristinare la situazione”.

Allo Junior Finale hanno cercato soluzioni, mai semplici. I finanziatori privati, non altro che gli sponsor del territorio, hanno già abbastanza guai, dovendo ricostruire capannoni e attività. Quelli pubblici si sono già manifestati, ma soltanto con un gesto di buona volontà. “La Federcalcio, attraverso il Comitato regionale, ci ha anticipato che avremo un contributo di 5mila euro che utilizzeremo per il pagamento delle iscrizioni, ma è una goccia nel mare. Solo di calcio siamo una cinquantina di società, se si considerano le polisportive saremo non meno di duecento. Il Coni ha mandato una circolare alle Federazioni sollecitando di andare incontro alle esigenze degli associati in difficoltà. Speriamo che queste buone intenzioni si traducano in fatti”.

La dignità e il decoro, ben presenti in tutti in zona, impediscono di elemosinare. Solo un cenno, che non vale certo una richiesta.

Sappiamo che l’Inter, in occasione del sisma in Abruzzo, ha fatto costruire due campi in sintetico nei pressi de l’Aquila, ma non ragioniamo certo di pari opportunità. In tema di sintetico siamo in trattative con Puma, ma è presto per anticipare un’intesa. Speriamo in bene”.

Soluzioni a breve o quantomeno prospettive?

I bambini dai 5 ai 10 anni li manderemo a giocare su un campetto periferico, qui a Finale, insediato in uno di quei giardini a verde pubblico, noi li chiamiamo parchi verdi. Lo doteremo di due container per gli spogliatoi e le docce. Dagli Esordienti ai Giovanissimi, dagli Allievi alla prima squadra abbiamo ricevuto garanzia da società del Ferrarese, noi confiniamo con quella provincia, che hanno campi liberi e spazi agibili. Due giorni la settimana si alleneranno laggiù”.

Logistica non semplice, immaginiamo.

Ci arrangeremo, abbiamo in dotazione un pullmino da 9 posti che abbiamo acquistato lo scorso anno, ce ne faremo dare un secondo per portarne 18 in un solo tragitto. Non possiamo pretendere che i genitori, come si è fatto sinora, suppliscano sempre. Siamo una società di volontari, niente di più e di diverso

Con budget risicato, giusto per chiarire.

Il vero investimento sono i volontari, perché noi giriamo 60 mila euro in un anno, potendo contare su quote sociali di 250 euro e qualche soldo dagli sponsor. Tenga presente che ci sono quote scontate per le famiglie e che non mandiamo via chi è moroso, non abbiamo mai lasciato a casa nessuno”.

Chi avesse modo di aiutare lo Junior Finale può rivolgersi a una di queste mail: junior finale@gmail.com o francesco.dondi@libero.it

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