Ovalità in salsa rodense

14 racconti più una ballata. Tra gli autori vecchi mestieranti, esordienti assoluti, addirittura due donne: ecco il XV del Presidente, libro che si riserva a chi ama il rugby

Alcuni sono penne sopraffine, e non dall’altroieri, altri improvvisati scrittori. Li accomuna l’impegno e la passione, ingredienti di questo libro di racconti a sfondo ovale i cui proventi vanno tutti al settore del minirugby del rugby Rho, squadra di grande tradizione del milanese, uno dei pochi XV con campo in erba, da poco dotato di (bella) club house in legno a bordo campo. Il mondo del rugby è grande così, quindi il libro si compra a prescindere: è sostegno anche questo.

Il XV del Presidente è una squadra a inviti nata negli anni Settanta, una sorta di selezione del meglio del campionato italiano, in anni in cui i campioni stranieri da noi venivano, favoriti dagli ingaggi e dal calendario australe completamente ribaltato. Abbiamo copiato dai francesi che da tempo immemore – ma sempre con maggiore parsimonia – utilizzano questa formula per test non ufficiali e per celebrazioni come il centesimo cap di qualcuno, l’addio alla nazionale di quell’altro. Eccetera.

Entriamo nello specifico del titolo perché nel 1996 si gioca una partita al Giuriati, il mitico (e unico) stadio di rugby milanese. Zebre Capu vs XV del Presidente. Roba seria, con tanto di diretta+replica su Tele+2, che era meglio di Sky adesso. A giocarla una selezione italiana (più Luca Guardigli dell’Asr Milano) e una, ovviamente, francese. Un evento epocale, mai più ripetuto. Il motivo è celebrare Max Capuzzoni, giocatore dell’Asr, del Piacenza e del Milan, scomparso l’anno precedente appena dopo il mondiale sudafricano per un incidente subacqueo.

Tutta la storia è raccontata da Giorgio Terruzzi ne Il vento dentro, uno dei pochi racconti agrodolci di questa raccolta.

Non abbiate paura, non è un libro triste. Anzi. Per confortarvi vi riportiamo un pezzettino de La ballata del Miche, splendido tributo di Marco Pastonesi a Giancarlo Micheloni che, non solo lui, considera «il più forte giocatore di rugby italiano».

«La meta più sorprendente con l’Asr contro il Benetton Treviso, al Giuriati vecchio. Mischia Asr ai loro ventidue, Paul Dodds, mediano di mischia australiano, sta per mettere le mani sull’ovale, invece il Miche porta avanti il pallone con i piedi e poi in un attimo lo raccoglie e riparte, fa una penetrazione di quindici metri finché viene placcato, quattro avversari attaccati alle gambe e due ai capelli, e nelle foto non c’è anima di compagni nei paraggi in generoso sostegno, a questo punto il Miche cadendo dà il pallone a Paul, difesa sguarnita, attacco vincente, meta in mezzo ai pali o quasi. E Paul, in quell’italiano da Stanlio e Ollio, rimprovera il Miche: «Stronso, io e Gianluca avevamo deciso un’altra azione». E il Miche, forse rifacendosi a quanto si diceva di De Gasperi (che quando i giocatori sono di buona chiamano Maestro, quando di cattiva Filippo, ma va’ a cagare ndr) “Mavadaviailcu te e Gianluca». Nella circostanza Gianluca Ragusi, apertura. (fm)

La scheda

il XV del Presidente edizioni A.Car (pagg. 240, euro 15)- AAVV

La formazione:

  1. Antonio Falda LA FEDE NEL RUGBY
  2. Marta Carnovali NON HO MAI SMESSO
  3. Simonmattia Riva QUINDICI UOMINI
  4. Sergio Giuntini IL PACCHETTO DI MISCHIA DEL ‘98
  5. Marco Pastonesi LA BALLATA DELMICHE
  6. Silvia Peca IL QUARTO TEMPO
  7. Ivan Malfatto LUKE MAHONEY L’ESSENZA DEL RUGBY
  8. Marco Turchetto SEI FORTE
  9. Alberto Isola L’OVISSEA
  10. Giorgio Terruzzi IL VENTO DENTRO
  11. Marino Poddesu L’INCIDENTE DI MIGNOLO SINISTRO E SOPRACCIGLIO SEGATO
  12. Samuel Cogliati IL PATTO PRIMIGENIO
  13. Chicco Pessina PIERCARLO PRUDENTI NUMERO SETTE
  14. Paolo Carbone LA SECONDA VOLTA
  15. Luca e Luigi Fazzo LA BALLATA DELVECCHIO PILONE

Per i più curiosi:

LA BALLATA DEL VECCHIO PILONE

 

Leggi anche:

Peccato, la danza non è uno sport
Napoli chiama, Milano risponde
Adesso il Pep sembra di troppo
Commenta: