100 km tutti da raccontare

Paolo s’infila le scarpe, i calzoncini e maglietta da runner; è pronto per uscire a correre ma Tommaso, il secondo dei suoi tre figli, lo impallina sulla porta di casa con la semplicità dei bambini: “Papà, vai ancora al lavoro?”

Può succedere che Paolo sia già andato a correre la mattina presto e ora, di domenica sera, ci vada di nuovo, per seguire il programma di allenamento: il “bi-giornaliero” vale per cinque o sei giorni alla settimana. Come un lavoro, un obbligo, una tassa; per una follia di una volta all’anno e, almeno per lui, di una volta nella vita. La sua ambizione? Partecipare alla 100 Km del Passatore.

Lo incontro, rilassato e sorridente, nel suo piccolo regno che ha chiamato “Verde Pisello”, un negozio “a tutta corsa” che riflette una Milano gentile, quella del Naviglio Grande all’altezza della Chiesetta di S. Cristoforo, dove  ciclisti, runner e canoisti filano avanti e indrè, indifferenti alle auto.

Paolo, che cos’è la 100 km del Passatore?

Una distanza canonica, 100 km, che dal 1973 uniscono il centro di Firenze a quello di Faenza; si possono fare camminando, ma non pochi amatori li fanno tutti di corsa. Soprattutto è una sorta di laurea per podisti maturi, quelli che hanno sul petto le coccarde di tante maratone. Per questi runner la 100 Km del Passatore va a completare, idealmente e moralmente, il curriculum. E’ una medaglia.

Costi quello che costa?

Quasi. Mi sono allenato con una tabella preparata dal Presidentissimo Dado; si basa sulla mia abitudine alla maratona e l’amplifica con 5-6 allenamenti a settimana da marzo a maggio: blocchi da 70 km divisi in tre sedute con una “prova generale” di oltre 60 km alla 100km di Saronno dove mi sono imbucato al campionato del mondo.  Per quelle dodici settimane la tabella diventa il tuo lavoro e tanti cari auguri per il tuo vero lavoro, che ne risente;  i tuoi compagni di allenamento diventano la tua famiglia, e qui gli auguri non bastano: la famiglia vera  ti sopporta – soprattutto per le assenze – e ti supporta, seguendoti con cuore e col rifornimento in ammiraglia, assistenza consentita dal trentesimo km. Ancora adesso ho la tabella appesa in cucina, come quel famoso dipinto in quel refettorio di Corso Magenta…

La condanna quando si è compiuta?

Il 26 Maggio, a Firenze. Come “Verde Pisello Group Milano” eravamo addirittura quindici, divisi in quattro gruppi in base alle “capacità”: io facevo fieramente parte del Gruppo Bradipi. Ogni gruppo ha un’ammiraglia che lo segue. Si parte alle 15 da Piazza della Signoria. Davanti la sagoma del Passatore (quello “cortese” del Pascoli),  in fondo noi quindici con la canotta gialla disegnata per l’occasione, a chiudere altri duemila concorrenti come noi. Si va in direzione nord, verso la collina di Fiesole. In cima, in vetta a Le Croci, siamo a quota 500 m e abbiamo percorso 20 km.  Una mezza (maratona) sarebbe prossima al traguardo, invece noi ci stavamo sempliemente scaldando.

Tento di provocarlo: guardavi il cronometro o il paesaggio?

Manco ti rispondo – e ci facciamo un’altra risata – la 100 del Passatore è un viaggio tutto particolare, tutto tuo: non è la maratona per cui ti chiedono “in quanto l’hai chiusa?” ma per dirla cantando è “un magnifico spreco di tempo”.  Chiamandoci Verde Pisello Group abbiamo inteso proprio questo: soffrire sì ma sorridendo, senza fare tanto i fenomeni; se poi si va forte meglio ancora, certo. Justin che ha scommesso di farsi frate se uno scansafatiche come me avesse mai concluso una 100km, è ora diventato per tutti “Don Justin”. E’ il nostro modo da “Trop Runner” di affrontare le cose e le corse.

Tornando alla sofferenza…

Dopo la collina di Fiesole si scollina verso Borgo S. Lorenzo, nell’incantevole valle del Mugello; sono le 6.30 e siamo al km 32. Qui c’è il primo appuntamento con l’ammiraglia del mio gruppo: per una maglia pulita, una bibita fresca, una pacca sulla spalla. Vedo davanti a me un altro gruppo dei Verde Pisello che mi precede: li aggancio e mi faccio trascinare dal loro ritmo. Dal km 41 decido di camminare come da programma; per un cittadino come me è come fare lo Stelvio dopo il Mortirolo. In cima alla Colla siamo a 48 km, ormai al buio, a 900 metri di quota, 9 gradi di temperatura e a oltre sei ore di “viaggio”. Nemmeno a metà. Ma quando si scollinano gli Appennini, leggenda vuole che il più sia fatto.  Dall’ammiraglia recupero il cellulare e, mentre mi cambio, chiamo a casa: la voce della mogliettina e del mio Giacomino mi rigenerano come fossi (quasi) all’inizio: mi infilo la lampada frontale e riparto per la lunga discesa dalla Colla.

Sei mai stato da solo?

Almeno fino al 75km sono stato con Andrea Sesto-Uomo ribattezzato “cartella clinica” perché dal 50km in poi ogni tanto denuncia un fastidio nuovo. Facendoci luce a vicenda siamo scesi verso il niente fino a Marradi, ancora in Toscana ma rivolta verso l’Emilia con la Faentina. Qui c’è  un altro traguardo intermedio – come sulla Colla – con ristoro e ammiraglia: km numero 65, oltre la prova generale di Seregno: avanti.

Avanti…?

Avanti. La corsa come moto perpetuo, guardo la luce avanti scandisco il tempo non con il cronometro ma con i continui ristori. Da Marradi in poi non mi basta il gel e la nutella e mi faccio una bella piadina alla mortadella ma togliendo la mortadella: non chiedere perché, dopo 10 ore di viaggio vale tutto, anche la coca cola.

Sei arrivato che non c’era nessuno…

In effetti Giorgio Calcaterra, che ha vinto, avrà trovato le luci accese e  i bar che facevano ancora il caffè. Per me che sono arrivato alle 4.20 del mattino c’erano solo gli intimi, i pochi ma buoni: gli altri partecipanti del gruppo – tutti arrivati alla fine! – e  i componenti delle ammiraglie che mi hanno accolto come fossi io “il Passatore”. Ma non ho ceduto al sentimento e sono andato dritto sul gradino più alto del podio per consegnare alla (mia personale) storia una foto ricordo: 100km in 13h e 16min, quello che resterà il mio best time da Firenze a Faenza.

Insomma sei sopravvissuto?

Sì e a dirla tutta pensavo di metterci molto di più, di camminare molto di più, di soffrire molto di più ma avevo fatto bene i compiti a casa!

Per informazione, Calcaterra ha vinto  in 6h 45’ il campionato nazionale assoluto. Il secondo arrivato è risultato, alla prima analisi, positivo al prednisone, che è doping e per ora è stato sospeso in attesa delle controanalisi.

Non tutti hanno interpretato la 100 Km del Passatore con la filosofia Verde Pisello.

di Alessandro Avalli e Paolo Fossati

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