Non ci sono parole

Non si hanno parole per Morosini, tanto è incomprensibile e ingiusta la sua morte. Ma il fastidio si acuisce per tutte le parole inutilmente spese, meglio sprecate, nel tentativo (riuscito) di ficcare il naso negli affari suoi, affari che in vita concernevano poca gente, quasi nessuno. Ieri il classico tour tra le tracce che il “povero Piermario” aveva lasciato di sé on line (alla ricerca di cosa?), per “conoscerlo” e “tesserne le lodi”, nell’abituale gara a “vedi che bella persona che era” (sottotitolo “io ho trovato il suo profilo twitter prima di te).

La rete dà e la rete toglie, tanto che a volte vien da pensare che fosse più umano riferirsi ai pensieri della “gente” quando facevano riferimento ad altra “gente” e non alla “rete”. Piermario Morosini in pochi lo hanno veramente conosciuto, nessuno probabilmente sapeva che cosa si celava dietro gli occhi che “portavano i segni di troppe tragedie”. Rimane un pensiero alla fidanzata, a quel che resta della sua famiglia e a poco altro.

La vita, per alcuni, non è mai lieve.

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