Domanda a Lippi: ma dove sei finito?

A maggio avevamo annotato l’espatrio di Marcello Lippi chiamato a Canton a guidare il Guangzhou Evergrande, la squadra che l’anno scorso ha vinto il campionato cinese con quattro giornate di anticipo. Non marginale, nella scelta, il compenso pattuito da Lippi, 30 milioni di euro per due anni e mezzo lontano da Viareggio. Panchina scomoda, insomma, ma ben remunerata.

Nei giorni scorsi sono venute le sentenze che hanno spazzato via la dirigenza del calcio cinese dopo gli scandali 2009, legati a partite pilotate, con copiosi gol di comodo, corruzione provata di avversari e arbitri, sms dei presidenti che imponevano al capitano della squadra di segnare un autogol. A corollario le solite prostitute pagate per essere gentili con gli arbitri.

I cinesi sono decisamente migliori di noi. Vantano dirigenti federali corrotti e persino le convocazioni in nazionale hanno un tariffario, reso noto in tribunale. Con cifre non esigue: alcuni sborsavano il controvalore di oltre 20 mila euro per essere titolari, la metà era sufficiente per frequentare i raduni, giusto per ingraziarsi qualche sponsor personale.

Grande direttore d’orchestra, boss a tutto tondo, Nan Yong, a lungo al vertice della Chinese Football Association, arrestato insieme ad altri due alti funzionari della federazione il 15 gennaio del 2010. Quarantanove anni, licenziato in tronco (in Cina i garantisti non esistono), aveva sottratto anche i soldi della britannica Iphox, sponsor del campionato.

Quanto agli arbitri, potremmo dirli dei fenomeni. Quattro di loro sono finiti in carcere: Wang Xin, Wang Po, Ding Zhe e Yang Xu orchestravano match truccati, corrompevano i colleghi e scommettevano su siti stranieri.  “Un arbitro costa circa 7 mila dollari” è stato il grido di dolore di Song Weiping, presidente e proprietario di un team di calcio cinese. Secondo questo signore nove arbitri su dieci del campionato erano corrotti per cui se non li compri tu ci pensa qualcun altro.

Domanda a Lippi: visto che sei stato fermo per quasi sei anni, non valeva la pena di pensarci ancora un po’ prima di prendere l’aereo per Canton?

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