A Milano sport quasi per tutti

Dal 6 al 14 giugno sono di scena i Mi Games, che coinvolgono al Play More praticanti suddivisi in tre fasce: under 15, under 18, over 18 liberi di sfrenarsi con calcio, basket, beach volley e atletica

Una seconda edizione con parecchie novità e una grande conferma: il luogo in cui si svolgono, il Play More, punto di riferimento in via Moscova, in pieno centro di Milano che dopo mille polemiche ha trovato proprio nei Mi Games la sua ragion d’essere. I Giochi di Milano, i Mi Games, sono nati nel 2014 su iniziativa di un gruppo di giovani che amano sfidare le difficoltà e si sono messi in gioco, sotto la guida di Davide Ardizzone, il loro capocordata. Semplice la logica che li ha ispirati: garantire quanto più possibile la pratica dello sport più amato, vuoi a livello individuale o di squadra, in un luogo protetto. Le discipline coinvolte sono calcio, basket, beach volley e atletica, da quest’anno anche il calcio integrato e il basket in carrozzina, con i protagonisti, singoli o squadre, suddivisi in tre fasce d’età: under 15, under 18 e over 18. Tutto questo con le regole dell’agonismo: confronto aperto e leale, partecipano in tanti vince uno solo. Novità ulteriore di quest’anno, riservata alle fasce minime, un camp infrasettimanale per bambini dai 6 ai 12 anni che li vedrà coinvolti in lezioni di sport e giochi di gruppo. La tappa milanese prevede anche attività collaterali tra cui tornei di calciobalilla, di subbuteo e altre forme di ricreazione.

Molto coinvolgente Mi Games, con una serie abbondante di sponsor che la fiancheggiano (con discrezione) all’insegna del motto della manifestazione, in verità non molto meneghino: Live the City, Live the sport appartiene alla lingua che rende, già da questa edizione, internazionali i Mi Games. Una tappa, la terza del Tour che porta questo nome, si svolgerà infatti dal 12 al 14 agosto in Rwanda, nella cittadina di Rulindo. Il secondo appuntamento sarà invece dal 6 al 9 agosto a Santa Margherita Ligure, con identica formula e il vantaggio di una disciplina in più, la pallanuoto.

La tappa in Africa si lega a un progetto di charity di “Okapia”, una onlus di recente formazione che si occupa dell’istruzione e della ricreazione dei ragazzini ruandesi, chiamati in buon numero (250) a partecipare a Mi Games Rwanda e destinatari di borse di studio. Un secondo progetto di charity, come già lo scorso anno, è quello proposto da “Italia por Colombia”, l’associazione di Ivan Cordoba (l’ex giocatore dell’Inter). In proposito durante la tappa milanese viene allestita la “gabbia”, un torneo di calcetto 2vs2 il cui ricavato è devoluto a un progetto di sostegno alimentare per i bambini di una comunità colombiana.

Mi Games guarda già molto avanti: l’obiettivo dichiarato è quello di realizzare, entro il 2020, un tour in dieci tappe (in sette città italiane e in tre località balneari) con le finali nazionali in programma a settembre.

di Gianni Poli 

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