La corsa, a volte, è salvifica

Con il pretesto di Avon Running, di scena oggi a Milano, sono nati incontri nelle scuole per ragionare di violenza contro le donne, proposti dalla Fondazione don Mazzi

Quando stamane le donne desiderose di muoversi in compagnia per una buona causa si presenteranno alla partenza di Avon Running in Piazza del Cannone a Milano, la gara avrà già registrato una prima vittoria assoluta. Perché la prova legata ad Avon, quella vera,  è sostenere le donne nelle loro battaglie più dure: contro i tumori e la violenza domestica.

In questa campagna Avon collabora con la Fondazione Centri Giovanili don Mazzi, devolvendo parte dei ricavati del Tour – che si svolge a Bari, Firenze e Milano – a favore di Violenza domestica e mondo giovanile, due spanne sopra, incontri nelle scuole superiori per parlare di violenza domestica. Per questo Giovanni Mazzi, educatore, presidente della Fondazione e nipote di don Antonio Mazzi, era pochi giorni fa all’Istituto Professionale a indirizzo socio-sanitario Elia Lombardini di Inveruno, assieme a Cristina Quintini, relazioni esterne Avon.

Di fronte a loro, con la professoressa di psicologia Silvia Maria Muffolini, una sessantina di giovani di due classi terze: più ragazze che ragazzi, felpe e sneaker ma poco sportivi, svagati ma molto recettivi. Mazzi scompone questioni complesse in parole semplici, modi spicci, esempi concreti. Li stimola e li stana: “Perché la violenza sulle donne?”. I ragazzi abbozzano risposte che non possono avere e ruminano idee che potrebbero aiutare.

Mazzi detta il ritmo come un coach di una squadra di runner e assieme corrono verso caldi orizzonti: eroina, violenza, alcol e abusi. Libertà violata e proibita. Il fidanzato manesco e il controllo su whatsApp e i social network. Mazzi parla per due ore di cultura, prevenzione, matematica: “Sette milioni di donne denunciano di aver subito violenza, e altre non la denunciano ma la subiscono”. Tecnica: “Comportamenti a rischio”. Psicologia: “Persone che non sono quelle che sembrano”. Geografia: “Molta della violenza domestica avviene in casa di famiglie cosiddette normali”. Italiano: “Parlate con i vostri genitori”.

Loro raccontano quello che succede e ammettono cosa non dovrebbero fare. Chiedono come evitare che piccoli pasticci diventino questioni pesanti. “Io vi apro le porte”, conclude Mazzi. I ragazzi ascoltano, ribattono; se ne vanno che ancora ne parlano ma chiedono di ripeterlo.

Oggi tante studentesse saranno alla Avon Running, per correre e quindi divertirsi sui 5 o i 10 km. “Ma possiamo camminare?” chiedono alcune. Niente paura, c’è libertà di passo, chi lo desidera trotta, altre andranno al galoppo.

Leggi anche:

Dieci euro, palleggio compreso
Moleskine One (part A)
La tv guasta anche il rugby
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: