Lezione di terzo tempo in Friuli

Il dopo partita tra Pordenone e Novara (Lega Pro) ha annotato un felice incontro tra tifoserie calcistiche. Tutto è nato da un solitario tifoso naonese accolto fraternamente lo scorso dicembre in Piemonte

Il match valevole per la 36.a giornata del del campionato di Lega Pro tra Pordenone e Novara (girone A) è finito 1 a 1. Un risultato che, a due giornate dal termine del torneo, serve poco o niente alle due squadre impegnate su fronti diversi: i “ramarri” a evitare la retrocessione diretta in Serie D cercando un posto playout migliore; i piemontesi per sperare di ritornare in serie B senza disputare i playoff. Se la partita è finità in parità, il “Bottecchia” ha decretato vincitori i tifosi delle due squadre.

Da Novara sono arrivati in Friuli, tra pullman e mezzi propri, un’ottantina di supporters, di cui una ventina grazie al gruppo “Bardolino”, club nato nel novembre 2010 dopo una pesante sconfitta subita dagli azzurri in Coppa Italia in Veneto. Con una mascotte, Andy Capp, decisamente azzeccata. Sabato, non appena l’arbitro ha decretato la fine dell’incontro, è partito il “terzo tempo” con il gruppo novarese ospite d’onore della grigliata organizzata dai tifosi friulani nella zona adiacente lo stadio-velodromo di Pordenone. Così i supporter delle due squadre hanno festeggiato il post partita a suon di  salamelle, costine, salumi piemontesi, gorgonzola, vino rossoFriulano DOCG dei colli orientali, rafforzando un gemellaggio iniziato lo scorso 13 dicembre.

Cos’era successo quel sabato contraddistinto da una temperatura polare? Il Novara aveva vinto 2-0 e a quell’incontro era presente un solo tifoso friulano, Franz Rizzi, che si era sobbarcato 800 chilometri in un giorno per seguire la sua squadra. E dire che il Pordenone aveva rimediato la decima sconfitta consecutiva. Ma a nessuno era sfuggito l‘uomo con la sciarpa neroverde al collo che tifava come un ossesso, a torso nudo. Quelli del “Bardolino” lo avevano coccolato, gli avevano fatto fare un breve giro in centro, per poi accompagnarlo al parcheggio del “Piola”. Avevano fatto sentire Rizzi uno di loro, un “fratello azzurro”. Il bello è accaduto al ritorno delle squadre negli spogliatoi, quando lo speaker dello stadio ha invitato tutti i tifosi novaresi a rivolgere lo sguardo verso il “rettilineo” e un fragoroso applauso ha reso onore a Franz, l’unico tifoso arrivato dal Friuli.

Ritornato in quel di Pordenone, Franz Rizzi ha raccontato a tutti gli amici-tifosi del bar “Nogaredo”, sede dei supporter furlan, della bella accoglienza ricevuta a Novara e tutti ne sono rimasti impressionati, invitando i tifosi piemontesi ad accorrere in massa per la partita di ritorno. A distanza di quattro mesi e mezzo, i tifosi azzurri hanno risposto all’invito e per l’occasione hanno preparato anche una “pezza” – uno striscione – per l’amico Franz.

Raggiunta la zona della grigliata, dove ad aspettarli c’erano Franz, Mauro e la fidanzata Francesca, Alberto e nonno Pablo, dopo le foto di rito e alcuni cori, i ragazzi del “Bardolino”, capitanati dal presidente Massimo Ravetta e dai fedelissimi Roberto e Aurelio hanno anche regalato una sciarpa biancoblu al signor Pablo, un tifoso ultraottantenne dei “ramarri”, a titolo di risarcimento morale per il furto subito tempo fa del suo striscione a favore di capitan Maccan e compagni. Pablo ha apprezzato e un po’ si è commosso, anche perchè gesti simili non sono di tutti i giorni.

Cosa ha insegnato questo post partita così atipico in un calcio dove tutto è esasperato, dove gli stadi fatiscenti ospitano tifo becero e violento? Che esistono ancora tifosi – anzi, brava gente – che superano le rivalità e gli sfottò, che credono ancora nell’amicizia. Che il terzo tempo fuori dal “Bottecchia” possa essere uno stimolo per tutti. Di ulteriori brutture non abbiamo certo bisogno, considerato che anche il derby di Torino ce ne ha riservate.

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