Vincenti, senza mezzi termini

Elena Barbini e Giorgio Sbrocco hanno deciso di raccontare il rugby paralimpico, giocato in Italia da una quarantina di atleti, la metà dei quali in Triveneto, attraverso le storie dei suoi esponenti di punta

Tutto è nato da un invito ultimativo di Elena Barbini, fotografa ben introdotta nel mondo del rugby, a Giorgio Sbrocco, giornalista che l’ovale lo ha ghermito e smistato a lungo, da giocatore: “Sono stata a fotografare il primo campionato italiano di rugby in carrozzina a Padova: ci dobbiamo fare un libro”. Frase in sé non lunga, cui è seguita la sintesi più netta, inequivoca: “Io ci metto le facce, tu racconti le loro storie”.

Sbrocco, un generoso per natura, non si è tirato indietro, è andato a cercare tutti i soggetti fotografati da Elena e li ha incontrati uno per uno, “una parte a Padova nel corso dell’estate, all’ombra del tendone del Pala Petrarchi del Centro Geremia, altri in raduno collegiale vicino a Pordenone”. Gli unici che gli sono sfuggiti, per distanze incolmabili o impegni mai coincidenti, sono stati trattati da Sbrocco con il cellulare o con la “benedizione di Skype”.

‘Vincenti’ il bellissimo volume che celebra quelli del rugby in carrozzina, ha visto la luce in sei mesi, il tempo di riempire “sette quadernoni di appunti” e dar loro forma compiuta. Una tecnica primordiale ma efficace che Sbrocco racconta così: “Non uso registratore, mi fido di più della penna a sfera. Nessuno mi ha messo fretta, nessuno mi ha imposto scadenze: non Piazza (l’editore), non Doriano (lo stampatore) non Nicoletta (di Spazio Paraggi), non Claudio (anima dell’Italia del rugby su ruote) non Gina (fedelissima collaboratrice di Claudio). Usciremo, mi han detto, quando i testi saranno pronti”. E così è stato, a fine 2014.

D’un fiato, come gli viene facile, Sbrocco conclude – nel luogo magico di Milano che Cabrio ha ribattezzato Elettrauto, in via Correggio – la sua presentazione del libro: “Quel che non potevamo sapere era che le storie di questi fantastici ragazzi si sarebbero scritte da sole. In poche settimane. Con dovizia di particolari in un mix di cronaca e riflessioni, tutte ben ponderate. Senza ricorrere tesi precostituite e senza cercare di capire tutto a ogni costo”.

Problema ancor più semplice è stato scegliere il titolo del libro, alla cui realizzazione è bastato ben poco. “Ne parlavamo in autostrada”, riferisce Sbrocco, il loquace dei due: “Eravamo diretti a Fontanafredda. Prima ipotesi ‘I vincenti’, poi abbiamo tolto l’articolo e siamo andati in stampa. Perché questo titolo? Perché il mondo di chi fa attività sportiva vede i vincenti da una parte e tutto il resto dall’altra. In questa esperienza di vincenti veri ne ho incontrati tanti, una ventina almeno. E scrivere di Paolo, Stefano, Alen, Nicolò, Vladimiro, Rufo, Massimo, Alberto, Nicolas, Giuseppe, Mattia, Antonio, Carlo, Stefano, Ahmed e Alvise è stato prima di tutto un piacere. Oltre che un onore”.

In effetti il libro racconta un’Italia cui non siamo più avvezzi, quella del coraggio e della determinazione, l’Italia che non si piange addosso e non delega ad altri la soluzione dei problemi. Ospita storie tutte diverse accomunate dalla disabilità: siamo di fronte a tetraplegici gravi (quattro per parte) che si confrontano, in carrozzina, senza esclusione di colpi. Il fatto più strano, visto che si parla di rugby è il pallone, rotondo invece che ovale.

Il secondo fine del libro è semplice: oltre a promuovere la conoscenza del rugby in carrozzina, una parte dei proventi va a beneficio del finanziamento del wheelchair rugby in Italia. Hanno contribuito al volume Sandrino Porru (Presidente Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali) e John Bishop (Presidente IWRF – International Wheelchair Rugby Federation). La prefazione è di Luca Pancalli (Presidente CIP).

 

Gianni Poli

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VINCENTI – Quelli del rugby con le ruote: storie di sport e di vita,  di Elena Barbini e Giorgio Sbrocco (192 pagine, testi in italiano e inglese, Piazza Editore, € 20,00). 

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