Dorian Gray rintracciato a Verona

Ne celebra il mito Luca Toni, che a 38 anni continua a divertirsi facendo gol a ripetizione. Per l’undicesima volta in carriera il cannoniere modenese, inossidabile, si manifesta in doppia cifra

All’alba dei 38 anni, Luca Toni continua a incantare tifosi e addetti ai lavori senza alcuna intenzione di ritirarsi. Può dare ancora tanto all’Hellas Verona e alla serie A. Dato per “bollito” nel 2012 quando s’involò verso i petrodollari degli Emirati, con la doppietta al Napoli è entrato per l’undicesima volta in carriera in doppia cifra nella classifica marcatori. Grazie a lui, l’Hellas ha battuto i partenopei dopo 14 anni di attesa, batoste, goleade e sfottò. Di più, ha superato nella graduatoria dei goleador del Verona un certo Preben Elkjær Larsen e questo lo consacra nell’olimpo del “Bentegodi”.

Il tecnico degli scaligeri, Andrea Mandorlini, deve molto al suo numero 9 che con la maglia dell’Hellas ha già siglato 33 reti. Toni, immune da infortuni nelle ultime stagioni, si porrà il quesito se continuare o meno a fine campionato. Ha conquistato la fascia di capitano a suon di reti, grinta e peso specifico in campo. A pieno titolo è il Dorian Gray della serie A: in campo è sempre giovane a dispetto di chi dice che a quell’età il calcio va vissuto a bordo campo o in tv. E proprio nello scorso giugno molti lo avrebbero voluto sull’aereo in partenza per il Mondiale brasiliano. Ma Prandelli non lo volle in azzurro, l’anzianità non fa grado nel calcio.

Oltre 300 reti da professionista, Campione del Mondo in Germania e poi idolo dei tifosi del Bayern Monaco con cui ha vinto nel 2006 Coppa di Germania, Supercoppa di Lega tedesca, classifica marcatori della Bundesliga e della Coppa Uefa, l’attaccante emiliano in Baviera si è anche visto dedicare una canzone dance in cui lo si definiva “numero 1”. Quell’anno, magico per lui, lo ha visto vincitore della Scarpa d’oro, il premio che va a chi segna di più in tutta Europa. E’ stato il primo italiano a meritarla.

Modenese di Pavullo nel Frignano, il ragazzone con il fisico da cestista è partito alla metà degli anni Novanta dalla periferia del calcio italiano per arrivare a giocare, e segnare, in tutte le serie professionistiche: Luca Toni è uno dei sette calciatori che nella storia della serie A hanno siglato più di 30 reti in una sola stagione e il quinto a farlo in serie B. Consacratosi con le maglie di Palermo e Fiorentina, è anche entrato nel cuore dei tifosi bianconeri in quanto primo giocatore a segnare allo Juventus Stadium.

Toni, già “toni e furmini” durante la sua esperienza fiorentina, di questo Verona è il capitano e il trascinatore in campo. Ha cuore, grinta e istinto per il gol che lo accompagna da sempre in campo, oltre a enormi qualità umane che gli hanno consentito di reagire sempre alle difficoltà, agli incidenti e, talvolta, all’incomprensione con qualche allenatore.

Oggi è in grado di scalare ancora la classifica marcatori: è terzo in classifica, davanti alla giovane promessa Paulo Dybala e al coetaneo Totò di Natale, ed è alla pari con Jérémy Ménez e Gonzalo Higuaín, due che hanno dieci anni meno di lui. L’ex idolo della curva Fiesole potrebbe incrementare il suo bottino. Quando si ha testa, volontà e grande voglia di impegnarsi, ogni obiettivo è alla portata di un ragazzo semplice, che tale è rimasto a dispetto della notorietà.

 

Leggi anche:

Sport e fair play senza infingimenti
Milano-Sanremo, opinioni a confronto
In una sola parola – Vincenti
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: