Crudeli le lacrime di Crudeli

Caro direttore,

siamo messi proprio male, ridotti a chiederci se la Lazio riuscirà a superare la Roma nella corsa al secondo posto, se la Fiorentina raggiungerà il Napoli al quarto, se la Sampdoria resisterà al sesto. Di scudetto ormai non si parla da tempo, la lotta per non retrocedere non interessa nessuno e la sola fiammella di interesse è legata all’Europa. Domani sera sapremo che la Juventus rimarrà in corsa in Champions, giovedì avremo le sentenze che riguardano Inter, Napoli, Fiorentina, Roma e Torino. Tutto qui. Attese che, sinceramente, non mi toglieranno il sonno. Anzi è probabile che me lo favoriscano quasi quanto riesce a fare una gara di formula 1. Detto che la Juventus è come la Mercedes, dobbiamo accontentarci di piccole cose.

Ieri sera, per dirti, ho pensato a Tiziano Crudeli. Crudeli è quell’invasato tifoso del Milan che commenta le partite del cuore su una tv privata. La settimana scorsa, dopo il pareggio del Verona a San Siro, è scoppiato a piangere in diretta. Sì, proprio a piangere, l’ho visto su Youtube: una scena desolante. Singhiozzoni veri, strazianti, come quelli di un bimbo cui hanno rubato il gelato.

Peccato che Crudeli non sia più un bimbo, ne avrà a occhio più di sessanta, e oltre tutto faccia un mestiere che dovrebbe riferire i fatti con distacco. Ma non è questa la sede per fare moralismo e tirare in ballo l’etica giornalistica. Volevo soltanto dirti che ieri sera ho pensato a lui: come avrà reagito alla rimonta della Fiorentina? Non è che per caso si è tolto la vita e non vogliono dircelo per non turbare ulteriormente l’ambiente del Milan? Oppure Crudeli ha fatto scuola e dopo l’ennesima sconfitta si sono messi a piangere tutti, da Galliani a Inzaghi, da Barbara a Silvio?

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