Empoli, il calcio per bene

Risalita nel maggio scorso ma già data per spacciata ancora prima che iniziasse il campionato, la squadra toscana è una realtà da seguire: niente follie ed esasperazioni, grazie a Sarri e Corsi

Una delle tante leggi non scritte del calcio dice che gli scudetti si vincono in provincia, ma non sempre si vince contro le squadre di provincia. L’Empoli è, con il Sassuolo, il lato positivo di questo calcio italiano in crisi. Se il club emiliano ha alle spalle un patron che al primo anno di A ha comprato uno stadio, i biancoblù toscani sono da sempre una bella realtà italiana dove si può fare calcio con calma e in tranquillità, senza pressioni.

Assente dalla massima serie da sei stagioni, il club del presidente Corsi lo scorso anno in B si è classificato secondo, dietro l’imprendibile Palermo, guidato in panchina da Maurizio Sarri ed in campo dal tandem d’attacco Maccarone-Tavano (76 anni in due) unito a giovani di talento e di grosse aspettative. In molti scommisero sul rapido ritorno in serie B dei biancoblù, anche perchè nel calciomercato estivo l’Empoli non scucì un euro, in virtù dei prestiti gratuiti e soprattutto grazie a giocatori che sono in rosa da tre stagioni.

Tutti hanno pensato che affrontare questa serie A con gente come Maccarone e Tavano o con giocatori che non hanno mai visto la massima serie se non in televisione, sarebbe stato da pazzi: l’attaccante ex Middlesbrough ora è già a 7 reti in campionato e dopo tante stagioni ai margini del calcio che conta ora il numero 7 novarese si sta togliendo tante soddisfazioni mentre il suo compagno di reparto è fermo a due reti, ma è il top scorer della storia del club toscano.

L’Empoli in rosa ha giocatori giovani che sono già sui taccuini dei principali direttori sportivi nostrani. Alcuni di loro sono parcheggiati a Empoli in attesa di fare il salto, dalla prossima stagione: Daniele Rugani, Mirko Valdifiori, Federico Barba, Lorenzo Tonelli, Mario Rui, Elseid Hysaj, Ricky Saponara sono i raggi di luce di questo Empoli dei miracoli. Per Saponara è da prevedere un ritorno alle origini dopo i due anni opachi al Milan: contro l’Udinese ha siglato la sua prima rete in A.

Molto del buono che c’è a Empoli nasce in panchina grazie a Maurizio Sarri, un bancario passato al gioco del calcio. Classe 1959, amante del ciclismo, con un pizzico di filosofia ritiene che nel se nel calcio non si fatica, nulla si ottiene: predica agonismo e sudore. Non ha giocato a calcio a grandi livelli mister Sarri, è arrivato in A dopo anni di gavetta nelle serie minori, ma al “Castellani” non c’è un posto vuoto nelle partite interne. Vanno tutti a vedere la sua “zona”.

Antonio Conte nel suo tour nei centri sportivi delle squadre di serie A, è rimasto stupito da come si lavora bene con i giovani a Empoli. Il tecnico salentino, che in Nazionale si sta orientando a convocazioni young and green, ha usato belle parole per descrivere una realtà che ha debuttato in massima serie nel 1986 e che vent’anni dopo si è guadagnata l’accesso in Coppa Uefa.

I risultati di questa stagione sono sotto gli occhi di tutti: Rugani e Tonelli, 20 e 24 anni, hanno realizzato sette reti in due e si stanno dimostrando una coppia centrale tra le più forti e intraprendenti. A centrocampo si muovono Signorelli, Croce e Valdifiori, che uniscono esperienza, grinta e un’infinità di assist vincenti; davanti  BigMac e Cicciogol, due garanzie.

In questo inizio di 2015 i ragazzi di Sarri hanno bloccato Inter, Roma e Milan: tre pareggi che potrebbero pesare, a fine stagione, in modo ben diverso: per le tre grandi valere o meno la Champions League, per l’Empoli sfatare i profeti di sventura della scorsa estate.

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