Podolski è un caso di omonimia?

Caro direttore,

mentre ti scrivo mancano poche ore alla chiusura del cosiddetto mercato di riparazione. Per molte squadre l’ultima possibilità di raddrizzare la stagione. L’Inter, per esempio, farebbe ancora in tempo a prendere undici giocatori nuovi e chissà che non riesca a fare meglio di quello che sta scombinando adesso. Però deve prenderli buoni, adatti al nostro calcio. Non campioni bolliti e svogliati come Podolski (ma è il campione del mondo o un omonimo?) o oggetti misteriosi come Brozovic.

Povera cara vecchia Inter. Come è lontano l’anno del triplete. E soprattutto come sembra irripetibile. Mancini non sa più che cosa inventarsi e sembra anche lui frastornato, forse anche più di Kovacic e Vidic che è tutto dire. Dopo la sconfitta col Sassuolo Mancini ha detto che dopo essere stato tanti anni all’estero (Inghilterra e Turchia) fa fatica a capire la mentalità del calcio italiano che guarda sempre al risultato. E che cosa volete che guardino i tifosi? La classifica. Che dice, impietosamente, che l’Inter è più vicina al terz’ultimo posto che non al terzo.

Non ho ancora fatto cenno alla zona alta. Non l’ho fatto perché in realtà non è successo niente. Juventus e Roma hanno pareggiato e sono rimasti i sette punti di differenza. Se proprio devo aggiungere una cosa, posso dire che la luna di miele tra Rudy Garcia e la Roma sembra proprio finita. L’allenatore francese è stato buttato già dal piedistallo e se prima ogni sua mossa era giudicata intelligente o indovinata, adesso è il contrario.

Perché, per esempio, non ha fatto niente per trattenere Destro, uno che di gol ne ha sempre fatti tanti e tanti promette di farne anche con la maglia del Milan? La verità è che il calcio, e quello italiano in particolare, è spietato e brucia in fretta soprattutto gli allenatori. Garcia dalle stelle alle stalle, le prime critiche a Montella, di Mancini abbiamo già detto. E chi si ricorda più di Zeman? E chi vuole spendere una buona parola per Donadoni che, non dimentichiamolo, è stato anche CT della Nazionale?

È la panchina, bellezza, e non puoi farci niente, direbbe Humphrey Bogart.

Alla prossima, direttore, col mercato chiuso, quando sapremo dove andranno a far danni i vari Osvaldo, Cassano e Mexes ormai invisi nei loro club.

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