Giovinco, se non si stanca prima

Di atomico la “formica” ha l’ingaggio che i canadesi del Toronto gli hanno fatto firmare: quasi cinquanta milioni di dollari per sei stagioni. Ma Sebastian ha davvero voglia di prepensionarsi?

Una “formica atomica” con un grosso conto in banca. Sembra un cartone animato, ma a partire dal prossimo 1° luglio, Sebastian Giovinco, sgusciante attaccante bianconero, si trasferirà in Canada andando a giocare nei Toronto FC, nella Eastern Conference della MLS americana, con un ingaggio annuo da nababbo. Incluse le brevi parentesi di Empoli e Parma, dopo sei stagioni il numero 12 bianconero lascerà definitivamente la Juventus. La decisione del ragazzo di Beinasco era già nell’aria da almeno un paio di anni, visto che gli arrivi prima di Fernando Llorente e poi di Alvaro Morata gli hanno precluso la possibilità di giocare con continuità, diventando un rincalzo superlusso per Max Allegri.

La notizia della partenza di Giovinco dall’Italia ha spaccato non solo la tifoseria bianconera, ma anche l’opinione pubblica: può un ragazzo di 28 anni, poco impiegato in serie A in una grande squadra, fare armi e bagagli e andare a giocare in un campionato mediocre come la Major League Soccer? Evidentemente può, visto che Giovinco ha firmato un quinquennale da 8,5 milioni (di dollari) a stagione per cinque anni (6 di salario e 2.5 di bonus vari), andando a quadruplicare l’ingaggio che la Vecchia Signora gli elargiva ogni stagione.

In più, il giocatore avrà la possibilità di essere titolare, sempre e a prescindere, anche perchè con i grigio-rossi di mister Vanney, a parte Michael Bradley, vecchia conoscenza della serie A, e Jozy Altidore, quinto marcatore di sempre con la Nazionale stars&stripes, in questa squadra Giovinco può fare il fenomeno. In Canada è già scattata la Giovinco-mania e il giocatore potrebbe rescindere il contratto e andare già in Ontario tra pochi giorni.

Scelte di vita, dirà qualcuno. Chiaramente, anche perchè Giovinco giocando con il club canadese “uscirà dal giro”, come si dice, e difficilmente il ct Conte lo convocherà in futuro in Nazionale. Giovinco avrà il compito di portare un po di made in Italy nel calcio americano, un business che ricorda molto la nascita della “madre” della Major League Soccer, la NASL anni 70-80 quando negli USA andavano a chiudere la carriera giocatori come Pelè, Franz Beckenbauer, Johan Cruijff, Teofilo Cubillas, Giorgio Chinaglia e Roberto Bettega. L’ex Bobby gol juventino chiuse la carriera nella ex squadra NASL di Toronto, i Blizzard.

Ora il soccer si sta consolidando, ma la strada per renderlo davvero competitivo a livello mondiale è ancora in salita, anche perché i più forti giocatori statunitensi militano tutti in Europa. Chissà mai che l’arrivo della “formica atomica” possa servire a un lancio di quel campionato. Del resto a 28 anni non si è certo finiti. Sarà vera gloria la sfida che starà affrontando Giovinco? Fra cinque anni lo sapremo. Se non si stanca prima, ovviamente.

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