Per favore, non facciamo i Preziosi

Caro direttore,
scrivo questo commento al campionato mentre sul tavolo ci sono ancora gli avanzi dello spezzatino. È desolante dirlo, ma possiamo beatamente fare a meno di aspettare il risultato dell’Inter. Qualunque cosa combini a Verona contro il Chievo, fosse anche, udite udite, una vittoria, non potremmo comunque sbilanciarci sul futuro della squadra di Mancini.

Vediamo le altre, allora. La Juventus ha rallentato. Fino a ieri in casa lungo l’arco del’intero 2014 le aveva vinte tutte. Ma quando era ormai vicina al record, è arrivata la banda Ferrero a rovinare la festa. E di colpo è spuntato uno stato d’animo inatteso: la paura.

La Juventus si guarda indietro, vede la Roma incollata a un solo punto, non più a tre e nella sua testa, per la prima volta, si insinua un tarlo. Che succede? Si chiede Andrea Agnelli. Che accade? Si domanda Marotta. Niente, niente, non c’è da preoccuparsi, risponde Allegri siamo sempre primi, no? Già, ma intanto spuntano gli interrogativi. Perché Tevez non segna più (un gol nelle ultime nove partite)? Perché Vidal non è più quello dello scorso anno? Perché quando Pirlo è costretto a rifiatare il centrocampo rimane al buio? E quel Marata quando esploderà?

Insomma, interrogativi non da poco alimentati dalla domanda più inquietante di tutte: riuscirà la Juventus a reggere il peso doppio del campionato e della Champions?

Questo è il punto cruciale. La Roma ha lasciato, suo malgrado, la Champions e affronterà l’Europa League con presumibile leggerezza. Sarà proprio questa l’arma in più degli uomini di Garcia: la leggerezza e non la mafia romana come ha insinuato il presidente del Genoa dopo la sconfitta subita in casa. “Là succedono cose strane” ha detto Preziosi con il canino avvelenato dopo lo 0-1. “Non vorrei che fosse coinvolto anche il calcio”.

È singolare sentire queste parole da chi ha un passato costellato di bancarotte fraudolente, frodi, inibizioni. Preziosi, che adesso si indigna e fa il moralista, una volta venne fermato con una valigetta piena di soldi che gli servivano per comprare una partita in contanti. Ma questa è una storia del passato, che rispolvero soltanto per dovere di cronaca.

Oggi il calcio dice che saper perdere è sempre più difficile e che la Juventus dovrà lottare col coltello tra i denti per conservare la sua leadership in Italia e coltivare il suo sogno in Europa. Avrà la forza per reggere tutti e due gli impegni?

Il sorteggio degli ottavi non è stato malvagio. Il Borussia di Ciro Immobile è un avversario alla portata dei bianconeri, ma bisognerà capire quante energie fisiche e nervose richiederà questo impegno. Lo sapremo in febbraio.

Nell’attesa, due note sulle altre squadre della nostra serie A. Niente di nuovo sotto il sole. Il Napoli si è sgonfiato, il Milan continua ad andare sull’altalena, dando ragione una volta a Berlusconi (“arriveremo terzi”), un’altra a Inzaghi (“meglio non sbilanciarsi”), la Sampdoria diverte sia in tribuna (Ferrero) sia in campo (Gabbiadini), la Fiorentina cresce. L’Inter, l’abbiamo già detto, è ancora alle prese con gli avanzi.

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