Peres, il calcio s’inchina

 

Caro direttore,
è vero che non c’è niente di nuovo sul fronte occidentale, ovvero a Torino, dove la Juventus continua a vincere, ma il fatto è che non c’è niente di nuovo neanche su altri fronti. Su quello orientale di Udine, per esempio, dove il presidente Pozzo ogni volta che perde continua imperterrito ad attaccare gli arbitri, vedendo la mala fede nel rigore che gli hanno fischiato contro e dimenticandosi che lo stesso arbitro non ha visto un gol del Milan.

Niente di nuovo neanche sul fronte dell’Inter che, nonostante il cambio di panchina, gioca come prima peggio di prima né sul fronte del Parma che l’anno scorso era a un passo dall’Europa League e oggi ha già due piedi in B.

Niente di nuovo, se non un gol da guardare e riguardare facendo ogni volta “olè”. Mi riferisco al gol di Mario Peres, terzino brasiliano del Torino, 24 anni, che ha preso il pallone al limite della sua area e ha fatto una fuga di 78 metri (contati) seminando avversari come fossero i sassolini di Pollicino fino a concludere con una bomba alla destra di un incredulo Buffon.

Un gol magico, un vero e proprio capolavoro. E non importa, direttore, se non è servito a niente perché il Torino ha perso lo stesso per un gol di Pirlo al 93′. La prodezza di Peres rimane ed entrerà nella storia del derby della Mole. Il calcio ringrazia. Sono questi colpi a far sì che venga ancora considerato il gioco più bello del mondo. Perché se dovessimo guardare soltanto la spettacolarità delle partite, ci sarebbe da piangere..

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