Un Ambrogino, anzi due, fanno discutere

I premi che Milano assegna ai cittadini e agli enti che le danno lustro rispondono spesso a una logica compensativa. È capitato con Inter e Milan, quest’anno anche con l’hockey: da una parte l’inline (Club Milano Quanta), dall’altra il ghiaccio (Milano RossoBlu)

Milano in linea con le proprie tradizioni assegna quest’anno l’Ambrogino d’oro alle due squadre meneghine di hockey: il Club Milano Quanta (inline) e Milano RossoBlu (ghiaccio). Entrambe le squadre, per l’impegno e la passione che profondono – con notevoli ricadute positive sul territorio – sono ben meritevoli degli attestati di benemerenza che saranno loro consegnati domenica 7 dicembre al teatro Dal Verme.

Per chi non ha familiarità con l’inline l’Hockey Club Milano Quanta è una società sportiva che domina da qualche anno il panorama nazionale, vincendo titoli italiani e Coppe Italia. Il Milano RossoBlu, per storia e tradizione – 90 anni portati con orgoglio – è protagonista attento di una disciplina che necessita di attrezzature e campi di ghiaccio non facili da reperire a Milano e dintorni.

In proposito, le numerose squadre giovanili che danno vita alla realtà del Milano RossoBlu (e al suo futuro) appaiono come un piccolo “miracolo a Milano”, parafrasando il film neorealista di Vittorio De Sica degli anni ’50, dal romanzo “Totò il buonodi Cesare Zavattini. La divina provvidenza non centra, qui si parla di impegno e passione che gli allenatori i dirigenti e i ragazzi del Milano RossoBlu dispensano ogni giorno, pur tra mille difficoltà.

Consapevoli che questo riconoscimento rende orgogliose le due squadre prescelte, non ci convince il principio delle compensazioni, evidentemente caro al Consiglio Comunale di Milano che attribuisce i riconoscimenti: anche in questa edizione prevale la logica del colpo al cerchio e uno alla botte (il cerchiobottismo, come lo definì Antonio Di Pietro nei suoi anni ruggenti, dismessa la toga), con la Medaglia d’oro attribuita a Adriano Galliani e a Ernesto Pellegrini, come dire Milan e Inter, senza fare torto alle opposte tifoserie. È già capitato nel 2009, quando diedero l’Ambrogino a Giuseppe Bergomi e Paolo Maldini, forse considerandoli i due versi della stessa medaglia (però ne diedero due, una per ciascuno).

Pur sapendo di non avere voce in capitolo ci permettiamo di suggerire, per gli anni a venire, una società sportiva (a caso) senza dover per forza sceglierne una seconda (similare o contrapposta) che pareggi il conto. Basterebbe compensare l’esclusa disponendo un impegno strutturale, e perché no, economico, che la città “dovrebbe” erogare a discipline che, pur faticando a reggersi, danno lustro a Milano.

Godiamoci l’avvicinarsi del 7 dicembre augurandoci che l’Ambrogino d’oro sia il segnale che le istituzioni milanesi sono vicine allo sport meneghino non solo quel giorno, ma per tutti i santi del calendario, che ne contempla quotidianamente uno o più. E rivolgiamo un pensiero attento a coloro che, interpreti di un gesto clamoroso, l’Ambrogino l’hanno rifiutato: Dario Fo nel 1997, Robert De Niro nel 2004 e il gruppo musicale Elio e le Storie Tese nel 2008. Questi ultimi hanno motivato il rifiuto sostendo che ben più di loro l’avrebbe meritato Enzo Biagi. Complimenti a loro.

 

I precedenti in ambito sportivo

Questi gli sportivi Medaglie d’oro e le società cui sono andati gli attestati di benemerenza dell’Ambrogino d’oro:

  • 2013: medaglia d’oro a Carlo Recalcati, ex giocatore di basket oggi allenatore.
  • 2012: attestato benemerenza ad Associazione Sportiva Dilettantistica Fortes in Fide e Associazione sportiva Viviam cent’anni
  • 2011: medaglia d’oro a Tarcisio Fabris, allenatore che per 50 anni ha insegnato calcio ai bambini in zona Mac Mahon. Attestato benemerenza a Associazione sportiva dilettantistica Road Runners Club e Gruppo Sportivo dilettantistico non Vedenti Milano Onlus dell’Istituto dei Ciechi di via Vivaio.
  • 2010: attestato benemerenza a Associazione sportiva dilettantistica Aurora e Centro bocciofila Piero Caccialanza.
  • 2009: medaglia d’oro a Giuseppe Bergomi, calciatore e Paolo Maldini, calciatore 2008. Medaglia d’oro a Stefano Borgonovo, calciatore bandiera contro la Sla). Attestato benemerenza a Club alpino italiano – Sezione di Milano, a FICTS – Fédération Internationale Cinéma Télévision Sportifs (presidente Franco Ascani) e Gruppo sportivo Virtus 1908.
  • 2004: medaglia d’oro a Cesare Rubini, ”detto ‘Il Principe’ una leggenda dello sport, campione di pallanuoto e basket
  • 2003: attestato benemerenza a Carlo Monti (sprinter in atletica, poi giornalista sportivo) e a Carmine Castellano (direttore del Giro d’Italia).
  • 1985: attestato benemerenza a AC Garibaldina 1932, società calcistica dilettantistica.

 

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