Mai più nella civile Milano

Lo scorso 29 ottobre si è ripetuta una brutta storia cominciata tre anni fa lungo il Naviglio Grande: una runner sosta alla fontana dell'Ex Area Pozzi, un gruppo di balordi la aggredisce e la sfregia

I runner che corrono lungo la pista ciclabile sul Naviglio Grande a Milano non ne possono più: molestati, malmenati e rapinati da balordi di etnia diversa ma di identica vigliaccheria. Lo scorso 29 ottobre vale una ricorrenza, il ripetersi di una brutta storia cominciata tre anni fa: una ragazza sosta alla fontana dell’Ex Area Pozzi, il mucchio selvaggio non ha esitazioni, la aggredisce e la sfregia.

Qualcuno ragiona di una corsa di protesta che altri organizzano, animano, vivono.  A mezzogiorno di domenica 9 novembre davanti alla Canottieri Milano sono previste centinaia di persone ma se ne presentano molte di più, un migliaio. Tutti alla fontana dell’aggressione: 3 chilometri corsi, camminati, pedalati, ansimati. Runner che sfidano il professionismo, mamme che spingono i passeggini, cani che tirano padroni, uomini che inseguono pance, le loro. Lungo via Lodovico il Moro prima e la ciclabile poi, a un passo da svincoli stradali mai terminati e mai illuminati, da scheletri di costruzioni, orti abusivi, baracche e sterpaglie, incognite e rischi. All’arrivo  lo striscione che precedeva il gruppo: Donne senza paura.

Va bene sul versante emotivo, ma da subito associazioni, comitati vari e gruppi sportivi devono lavorare assieme perché il restauro delle sponde del Naviglio sia anche l’ammodernamento e la manutenzione continua della ciclabile. Luci, telecamere di sorveglianza, fontanelle sul percorso, magari. E sgomberi di abusivi, cura della vegetazione e controlli continui; il minimo per sentirsi in una città di livello mondiale, non solo per le 75 torri del nuovo Skyline.

In attesa che il mondo intorno alla ciclabile del Naviglio Grande sia migliore e venga sgomberato l’ennesimo insediamento rom al ponte di S.Rita – diteci, se volete, prevenuti – i runner dovrebbero capire e far capire che correre con la musica infilata nelle orecchie è un azzardo; che correre da soli è bello ma correre in compagnia è più sicuro, che il nuovo tragitto con un tratto su Lodovico il Moro è rischioso e si può anche rinunciare ad andare sotto i quattro minuti al chilometro per tenere gli occhi aperti: lì vanno avanti e indietro due linee di autobus, oltre al resto del traffico, e il marciapiede è striminzito.

La protesta si chiude con un girotondo gigante, grandi bevute alla fontanella e avanti-indietro sulla ciclabile; questi posti si utilizzano così e per farlo capire bene bisogna tornarci presto. Per non avere paura, per allontanare i vigliacchi.

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