Novara calcio, la crisi come opportunità

Dagli abissi di due retrocessioni, dalla A alla Lega Pro in due anni, la sola realtà positiva sembrava Novarello, il Centro sportivo. Così non è perché i giovani cresciuti in casa rendono ogni sogno plausibile

La stagione calcistica 2013/2014 del Novara è riassumibile in due date: 13 giugno e 7 maggio. Le date sono volutamente posposte: nella prima occasione la formazione allenata (solo per l’infausta serata) da Giacomo Gattuso retrocesse in Lega Pro dopo cinque stagioni, condite da una fugace apparizione in serie A; la Primavera azzurra, allenata ininterrottamente dal 2008 dallo stesso Gattuso, disputò per la prima volta nella sua storia i playoff scudetto. Gli “azzurrini” nel girone di ritorno realizzarono ben 10 vittorie consecutive, ma quel pomeriggio persero contro il Palermo e furono eliminati.

La Lega Pro però non prevede una squadra Primavera ma la Berretti e per il vivaio piemontese è sembrato calare un triste sipario. In realtà bisognava soltanto avere pazienza. Il portoghese Bruno Fernandes, cresciuto dapprima nel Boavista e poi maturato a Novara, lo scorso anno è approdato all’Udinese per complessivi 5 milioni di euro. Ora Fernandes è titolare inamovibile dell’undici di Stramaccioni e altri suoi colleghi da un paio d’anni sono nel giro delle Nazionali: il difensore centrale classe 1994 Francesco Vicari, capitano nell’ultima uscita dell’Under 20 di Alberigo Evani, ha fatto idealmente rivivere i fasti di Silvio Piola che ai tempi indossò la “fascia”.; Jacopo Manconi, compagno di Vicari e a segno nell’ultima uscita contro la Polonia; il portiere Lorenzo Montipò, che si alterna in campo con Simone Scuffett nella Under 19. Scuffett, tanto per intenderci, lo scorso anno ha giocato parecchie partite da titolare con la maglia dell’Udinese e nemmeno era maggiorenne.

Sulle ceneri della ex Primavera si sono poste le basi per il rilancio del club gaudenziano che ha nel centro tecnico di Novarello-Villaggio azzurro la sua specificità e il suo orgoglio. Il Novara, ora guidato da Domenico Toscano, chiamato a risollevare le sorti di una squadra capace solo tre stagioni fa di fare l’en plein di punti contro l’Inter, è un misto tra “chiocce” di spessore come Felice Evacuo, Agostino Garofalo, Pablo Gonzalez e Paolo Faragò (da tre stagioni con i “grandi” ed ex capitano della stessa Primavera) e i giovani con un grande futuro: Lorenzo Dickmann, Nicolò Bianchi e i nazionali “esteri” Gabriellius Judickas (Under 19 della Lituania) e Filip Pivkovski (Under 21 macedone), tutta gente che si sta imponendo all’attenzione dei media, anche se gli ultimi due non hanno ancora debuttato in Prima squadra.

Tra campionato e Coppa, il tecnico novarese ha fatto giocare quasi tutti i giovani a sua disposizione e tutti hanno fatto benissimo: gli ultimi a debuttare dal 1′ sono stati Nicolas Schiavi, argentino di Rafaela, Nicolò Bianchi e Lorenzo Dickmann che – nonostante i tratti somatici e il cognome – è milanesissimo. Domenica sera ha creato l’azione per il vantaggio azzurro contro il Sudtirol.

Come se non bastasse, i ragazzi della Berretti a oggi sono reduci da cinque vittorie consecutive e sembrano intenzionati a ripercorrere i fasti della Primavera che fu. Nulla di casuale, nemmeno che il nuovo corso sia gestito ancora una volta da Giacomo Gattuso, autentico salvatore della Patria novarese. Gli addetti ai lavori danno il Novara Calcio tra i favoriti per la promozione in serie B, ma la vetta dista a oggi cinque punti e il campionato non è nemmeno a un terzo del tragitto. La società è conscia di avere a disposizione una “fuori serie” e visto il contributo dei giovani ogni sogno è plausibile.

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