Lo Stradivari di Garcia

Il Giorno del Giudizio, ovvero la domenica di Juventus-Roma, ci ha lasciato un grosso interrogativo. Che non è domandarsi se ha vinto il migliore, né se l’arbitro ha favorito la Juventus e neppure se Totti ha ragione quando dice che a Torino è praticamente impossibile vincere. La domanda che ci ha lasciato il Giorno del Giudizio è: che cosa voleva dire Rudi Garcia quando ha fatto quel gesto del violino che gli è costata l’espulsione?

Voleva dire che l’arbitro stava sviolinando la Juventus?

Voleva dire si trattava della solita musica?

Voleva farci sapere che il gesto dell’ombrello è troppo volgare e in Francia è considerato più elegante sostituirlo con quello del violino?

Non lo so, direttore, e non lo sa neppure Fabio Caressa che di solito è informatissimo, sa persino che fumetti leggono e quali film guardano i raccattapalle del Bernabeu.

È un bel mistero, devi convenirne, più appassionante della caccia all’errore arbitrale che ormai non fa più notizia. Gli arbitri sbagliano spesso, come è umano, e il fatto che quasi sempre i loro errori favoriscano la Juventus è un’affermazione che mi procurerà probabilmente un gran numero di nemici tra i lettori di SportivamenteMag ma è, ahinoi, la verità.

A questi lettori che ora mi stanno probabilmente insultando chiedo sommessamente soltanto una cosa: se il fallo che ha provocato il secondo rigore si fosse verificato nell’altra area, credete che il rigore sarebbe stato fischiato? Nell’altra area, ho detto, e qui torno a Garcia che, dopo aver suonato il violino, ha detto una battuta non male e cioè che non capisce come mai le aree del campo della Juventus siano di 17 metri e vadano oltre la riga di gesso che negli altri campi le delimita (traduzione: il fallo che ha provocato il rigore secondo lui era fuori area).

Questo è stato Juventus-Roma. Tanti veleni, tanta rabbia, tante polemiche durante e dopo la partita. Marotta ha provato a dire che è assurdo parlare di furto e che comunque alla fine di un campionato torti e favori si pareggiano sempre ma non gli ha dato retta nessuno. I veleni sono rimasti e tutto il resto della giornata è passato in secondo piano.

Anche l’ennesina figuraccia dell’Inter che dopo aver preso quattro gol dal Cagliari ne ha beccati altri tre a Firenze. Alla fine Mazzarri ha detto che lui sa perché le cose vanno così. E se lo sa che provveda, che faccia qualcosa, altrimenti che ci sta a fare lì? Già, che ci sta a fare lì, Mazzarri? Anche questa, come quella del violino di Garcia è una bella domanda.

Alla prossima, direttore, dopo la pausa, mai più opportuna.

Lello Gurrado

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