Ivana Di Martino – Errori nel correre, da evitare.

Vediamo subito gli errori del neofita, di chi inizia a correre con l’intenzione di farne un’attività non episodica, chi insomma tende a darsi degli obiettivi credibili, non illusori. Se uno comincia, come quasi tutti, a pensarsi a New York, intendo per correre la maratona, dovrà ragionare di avere davanti non meno di due anni di allenamento progressivo, nella gradualità. Procediamo con il primo tema, cruciale: le scarpe. Guai a provvedersi del primo paio da ginnastica che ti capita a tiro, che hai nell’armadio. Il rischio tangibile è che dopo tre o quattro uscite chi indossa scarpe del genere vada incontro a danni ai piedi, come minimo viva il tormento delle vesciche e magari decida che la corsa non fa al caso suo. E smetta di correre.

Ad evitare questo spiacevole realtà è sufficiente provvedersi di scarpe da running, se ne trovano di ogni genere e qualità nei negozi specializzati dove ti testano sul tapis roulant e c’è personale specializzato che sa come accontentare le esigenze di chiunque si presenti, soprattutto non ha alcun interesse a suggerire scarpe costose. Non dimenticatevi mai che la corsa è una delle attività idealmente meno costose che ci siano. Un discreto paio di scarpe, maglietta e calzoncini per attrezzatura e abbigliamento. Andiamo su cifre che oscillano dagli 80 ai 100 euro. Trovate attività meno costose del running, se ci riuscite.

Errore ancor più grave, per chi comincia, è fare subito troppo, in una parola esagerare. Conosco persone che hanno iniziato correndo a tutta per 15 minuti, finendo senza fiato. Qualcuno non si presenta al secondo appuntamento perché il terribile mal di gambe che interviene e soprattutto il giorno dopo sono cattivi consiglieri. Ci risiamo, decidono di piantar lì, si perdono.

Fidatevi, basta intervallare gli sforzi, è sufficiente correre per un minuto e camminare per lo stesso tempo quando si comincia. Intervallare gli sforzi alternandoli con criterio. Usare le tabelle. Chi intende cominciare a correre deve munirsi di tabelle adatte a chi non ha esperienza. Per neofiti. Le riviste specializzate, Runner’s World o Correre, danno indicazioni utili attraverso la carta e il sito internet. C’è di tutto, con chiarezza, per tutte le esigenze. Degli obiettivi ho già detto: è bene fissarne uno credibile, senza esagerare. Anche se hai iniziato da poco il “goal” deciso da te aiuta a scandire i tempi intermedi, le tappe che ti portano all’obiettivo.

Altro errore, da non commettere: se hai mal di gambe, se non te la senti, se non hai voglia di correre, poco importa che tu sia un novellino o un esperto runner: non andare per forza, faresti sforzi inutili e dannosi contro il tuo fisico. Idem per la febbriciattola, è un segnale di stop. L’organismo denuncia l’incapacità di risolvere da solo, la febbre è un sintomo in equivoco. Fermatevi, nel caso. Dolenzie muscolari di solito non passano da sole correndo, diventano spesso vere contratture, non è vero che se ti produci in un “lento” passa tutto. Mi raccomando lo stretching per tutti, neofiti e runner d’esperienza, sia prima sia dopo. Quanto ai massaggi è bene farne, il fisioterapista è un ottimo punto di riferimento, come l’osteopata, soprattutto per la schiena. Senza esagerare, non siamo ciclisti impegnati per ore e ore in sella, ma ogni tanto farsi vedere da chi sa fa benissimo.

Mangiare per tempo, con anticipo rispetto a quando andate a correre. E magari consumate le barrette specifiche, molto più digeribili. Errore grave di chi inizia, soprattutto le signore convinte che l’abbigliamento “di tutto punto” (e magari griffato, succede) sia utile a dimagrire. Errore da non commettere, chi corre con il k-way quando fa caldo si procura effimeri cali di peso e consuma acqua e sali minerali, entrambi da reintegrare. Un piccolo suggerimento: chi voglia dimagrire correndo è bene che ci provi correndo d’inverno e propio coprendosi poco, così che il corpo, per mantenere l’omeostasi (la temperatura corporea costante) deciderà di consumare i grassi, per ovviare alla bassa temperatura. Paradossale forse, ma vero.

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