Alex Zanardi, penultima avventura

Anche l’Ironman di cui sarà protagonista l’11 ottobre a Kona, Hawai, rientra nella serie di cimenti senza soluzione di ... curiosità, nella logica di un gioco in cui non mette a repentaglio la salute

Continua a parlare di avventure e non gli piace riferirsi alle sfide (che riserva, con la lettera maiuscola, alla trasmissione di Rai 3 che presenta). Persino la prossima, per definizione la penultima, l’Ironmen alla quale parteciperà l’11 ottobre alle Hawai, per Alex Zanardi vale una curiosità, “per capire come sviluppare un nuovo progetto e allargare gli orizzonti”. Anche se altri, i cosiddetti normodotati, si allenano a lungo per questo triathlon massacrante, lui ha deciso di farla (non di partecipare, di cimentarsi a modo suo, in modo fortemente competitivo) il 6 luglio scorso, al termine della Maratona dles Dolomites affrontata in handbike: “Non so se avete idea di che cosa siano i 138 km del tracciato lungo, con 4.300 metri di dislivello, da affrontare in handbike. Puoi persino pensare che l’Ironman sia alla tua portata”.

La sollecitazione o meglio la pulce nell’orecchio gliel’ha messa un vecchio amico, Giorgio Cimurri (figlio di Giannetto e fratello di Chiarino, per dire di una famiglia che ha servito Coppi e il mondo del tennis per una lunga vita e per un tragitto purtroppo assai breve) che lo ha messo nelle mani di Enervit, pronta ad assecondarlo sul fronte metodologico-scientifico, non soltanto nutrizionale.

Garantito degli opportuni supporti, anche logistici, Alex ha coinvolto il suo allenatore preferito, Francesco Chiappero, che inizialmente lo ha osteggiato, cercando di convincerlo che si trattava di una follia. anche solo pensando alla prova di nuoto e a quella conclusiva, per Zanardi non a piedi ma con la carrozzina olimpica. Alex lo ha lasciato dire che lavorare di sole braccia nel nuoto è un handicap ulteriore, perché le gambe equilibrano il galleggiamento e agevolano la torsione del busto, indispensabile per fronteggiare le onde. “Poco importa”, ha replicato, “è sufficiente che gli organizzatori a mare formato mi consentano di usare un boccaglio, basterebbe quello” (glielo daranno, al momento non si sa ma Alex ci conta.

Quanto alla carrozzina olimpica, su quella si può lavorare, “perché l’hanbike ha il cambio, quando occorre passi al rapporto successivo, mentre l’attrezzo per la gara a cinque cerchi è ben diverso”. Cambia tutto, come dice Chiappero, “rischi i crampi alle braccia perché lattato, paradossalmente favorisce i paraplegici. L’acido lattico finisce anche nei muscoli inattivi, chi non ha l’uso delle gambe smaltisce in parte le tossine”. Ma chi le gambe non le ha?

Il vero problema, confessa Alex, sarà la dispersione del calore “perché sono un motore senza radiatore”. E non rischierà più di quanto non sia per lui normale: “Non sono un incosciente, non prendo sostanze, anche lecite, se mi fanno male. Ho una attenzione quasi maniacale, voglio essere a posto, stare bene”.

La strategia di gara Alex l’ha ben in mente, elaborata con inattesa saggezza: “Bisognerà giocare al risparmio, non partire troppo allegro, non fare insomma di testa mia”.

Una buona considerazione, se sarà in grado di onorare l’impegno. Per pochi istanti pensiamo di avere di fronte una controfigura. Ma in un attimo Zanardi rientra in sé, dà anzi il meglio: confessa che non sarà alle Hawai per fare numero o per chiudere “non ultimo” .

Vuole finire l’Ironman “un secondo sotto le 10 ore”. Roba da pazzi. Meglio, da Alex.

 

Leggi anche:

200 ultranazionalisti croati lo spauracchio odierno
Il mundial dimenticato, non da noi.
Ivana Di Martino – Errori nel correre, da evitare.
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: