Euro 2012, una Firenze più a Nord

Diciamolo: sono pochi quelli che conoscono Leopoli e ancor meno quelli che la annotano come Lviv. Quasi nessuno sa dove si trova. Peggio ancora, Lviv l’abbiamo vista in ”Schindler’s list” ma ci hanno detto che era Cracovia, perché al cinema si usa così.

Tra poco il calcio di Euro 2012 si fermerà qui, appena al di là del confine polacco e a ben 540 km da Kiev. A Lviv giocheranno tre squadre del Girone B (Germania, Portogallo e Danimarca), mentre l’Olanda, la quarta del raggruppamento, vivrà le qualificazioni a Kharkiv.

Ai tifosi tedeschi, lusitani e danesi diciamo solo che Lviv è così bella da essere, per l’Unesco, un luogo Patrimonio dell’Umanità. Altri la vivono, più semplicemente, come la “Firenze dell’Est”. Se i tifosi si sforzeranno di essere anche un po’ turisti non mancheranno di salire sulla Collina del Castello – Zamkova Hora –, l’antica fortezza, dove avvertiranno la piacevole brezza mitteleuropea che da Vienna, passando per Budapest, porta la sua cultura raffinata e cortese fin qui, nei caffè all’aperto, nei concerti dell’orchestra filarmonica e nei tanti festival culturali, come se Lviv fosse ancora la capitale della Galizia, la più settentrionale delle province dell’impero Austro-Ungarico.

Invece Leopoli nel 1919 è diventata polacca e, dopo le drammatiche vicissitudini della seconda guerra mondiale, fu assegnata ai sovietici. L’unione delle repubbliche socialiste la svuotò di polacchi per riempirla di russi e ucraini, come si fa con i vestiti negli armadi al cambio di stagione.

La città cambiò i suoi residenti ma non perse la sua identità. Se altri centri sovietici nel dopoguerra furono sventrati, Lviv è stata risparmiata: la bellissima Ploshcha Rynok, la piazza del mercato, conserva le quattro fontane che ritraggono divinità greche e un corteo di palazzi da ammirare per la geometria delle facciate. Sono di tre, massimo quattro piani, con grandi suggestive finestre.

La piacevole brezza di Lviv stimola anche gli sport del corpo e della mente. Se nelle consuete discipline ucraine – rugby, hockey e pallamano (femminile) – le squadre di qui fanno il loro onesto lavoro, Leopoli eccelle nella scuola di scacchi, regalando al mondo da più di sessant’anni titolati maestri.

Quanto al calcio, a Lviv il pallone è di casa dal 1894. Qui è nato sia il calcio ucraino che quello polacco. E quando è stato il momento di costruire lo stadio per Euro 2012 si è pensato di fare una bomboniera da 35.000 persone, con copertura trasparente, perché il calcio diventi uno dei momenti culturali di Lviv.

Anche i tifosi più accaniti saranno sedotti dalla bellezza di Lviv, la Firenze più a Nord.

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