Ivana Di Martino – Ambasciatrice, quale onore!

Ivana Di Martino per il secondo anno a fianco della Corsa della Speranza, che ha come novità la Kids Run, non competitiva riservata ai giovanissimi con tre incontri preliminari di sabato

Foto di Nicolas Tarantino

Ci risiamo, ma stavolta ho i galloni: mi hanno avanzato di grado, da testimonial della Corsa della Speranza come nel 2013 quest’anno mi hanno promossa ambasciatrice, un ruolo che mi lusinga e del quale sono fierissima.

Rispetto alla non competitiva milanese che ben conoscete – compie vent’anni, all’inizio si chiamava Terry Fox Run – c’è una novità che a me piace moltissimo per domenica 12 ottobre. Oltre alla non competitiva sui 6 chilometri riservata agli adulti, gli organizzatori hanno programmato, appena dopo, la Kids Run, ugualmente non competitiva ma su distanza ridotta (600 metri). Una prova tutta per loro, in sicurezza, all’interno dei Giardini Montanelli, con partenza e arrivo da dove muove la Corsa dei grandi.

Gli intenti delle due prove sono assolutamente identici: i proventi delle iscrizioni sono destinati ad alimentare le attese di guarigione dei bambini oncologici, nel segno delle ricerche dell’Istituto Nazionale dei tumori e della fattiva assistenza di Dynamo Camp.

C’è di più: nei tre sabati che precedono il 12 ottobre all’interno dei Giardini Montanelli sarà allestita una zona Villaggio che ospita, appunto, i Sabati del Villaggio: un’area in cui i ragazzi verranno avviati a ragionati allenamenti da istruttori di qualità e potranno ricrearsi con laboratori di disegno, un mago e altre attività che li terranno a bada per tre ore ogni volta, dalle 15 alle 18.

Una buona idea? Direi ottima, perché occasioni del genere non ce ne sono. In Italia si propongono gare anche per le mamme con il passeggino ma non prove specifiche riservate al target 8-14 anni. L’unico problema sarà convincere i figli, i miei per primi, che vivono la parola corsa in funzione agonistica. Corsa è competizione, soprattutto per i giovanissimi, mi immagino che diranno: “Sono soltanto 600 metri, si fanno tutti d’un fiato”.

Come ricorderete, d’un fiato non potevo andare la scorsa primavera quando mi sono cimentata in 21 tappe in tutta Italia per sostenere la causa dei minori in difficoltà, all’interno del progetto FARO di Terre des Hommes, rivolto alla tutela dei bambini in fuga dalla povertà, dalla malnutrizione e dalla guerra. Mi riferisco a bambini spesso orfani di entrambi in genitori e senza parenti che li accompagnino, provenienti dalla Libia, dal Libano e dalla Siria su quei barconi tristemente noti che attraversano il Mediterraneo in attesa di un asilo che spesso sembra una prigione. Una bella esperienza, molto faticosa ma ne valeva la pena, anche se, ripensando ai 467 km percorsi in tre settimane, senza giorni di riposo, cominciando a Catania con una maratona e scalando 2 chilometri ogni giorno, per una media di 30 km al giorno nei primi dieci giorni, mi dico che difficilmente lo rifarei. Con la scusa che l’anno prossimo avrò comunque un anno in più.

Ivana Di Martino

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