Solo farina del suo Sacchi

“Arrigo” di Ivan Sica è un romanzo che dà conto, tra il vero e il verosimile, dell’allenatore più innovativo e discusso del calcio di oggi che ha ispirato non pochi colleghi, divenuti suoi seguaci

Per raccontare Arrigo Sacchi, uno dei fenomeni indiscussi del calcio italiano nel tardo Novecento – il nuovo millennio non gli ha portato bene, lo ha tolto di scena, vittima di stress eccessivo – Jvan Sica, scrittore salernitano, ha scelto la via del romanzo che dispensa da qualsiasi aderenza alla realtà. Ne è sortito un prodotto piacevole, ridondante nel solo sottotitolo, non certo nel testo. “Arrigo” sarebbe bastato, pochissimi avrebbero pensato al Boito o a Cipriani, ma l’editore a scanso di equivoci ha voluto aggiungere la Storia, l’idea, il consenso, la fiamma. L’enfasi è sempre eccessiva, secondo noi la storia del calcio non ha bisogno di maiuscole. Ma non fermatevi alla copertina, scendete in profondità, “Arrigo” e quel che segue vi soddisferà.

Di Arrigo, come giustamente ricorda Sica, ce n’è uno solo. Dapprima un piccolo e modesto calciatore che decide di studiare il calcio mettendoci testa e metodo, cerca di uscire dalla logica del “calcio pane e salame” per farne un oggetto di attente valutazioni e quindi di studi accurati. Non intende farne una scienza esatta, ma esce dagli empirismi che hanno accompagnato il mondo del pallone per più di un secolo. Ci mette applicazione e metodo col risultato di figurare – o essere, tra i contemporanei – fra i più adorati e nel contempo fra i più detestati nel Paese. E senza distinzione di fede calcistica.

Ce n’è per tutti, per i fantasisti che non sopporta, che non si assoggettano alle sue semplici regole. Dice loro di giocare per la squadra e li tollera solo quando con le loro invenzioni orientano la partita in suo favore. Per il resto predica lo 0-0 come risultato perfetto, compendio logico di due squadre senza difetti.

Fino al Parma in serie B è un esperimento che desta semplice curiosità, con il Milan diventa un caso da studiare. Per tutti vale l’accoglienza del trio olandese in rossonero (Rijkaard, Van Basten e Gullit) che gli domandano “scusi mister, lei davvero ha allenato il Fusignano?”. Lui non se ne cura, li convincerà con la forza del suo lavoro. Non solerte, indefesso. Oggi, come rammenta Sica, “Mourinho, Ancelotti, Guardiola, Conte e tanti altri partono dai suoi principi”.

Nel gioco delle emozioni vissute allo stadio o in tv rifulge nel volume la notte di Belgrado, tra la prima e la seconda partita contro la Stella Rossa. Un momento di svolta, ma è da apprezzare anche il dialogo immaginario tra Sacchi e Maradona, due numeri uno inconciliabili, così come è godibilissimo come l’incontro senza testimoni tra Berlusconi, Craxi e Sacchi”.

 

di Gianni Poli

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“ARRIGO” la Storia, l’idea, il consenso, la fiamma è il quarto libro di Edizioni inContropiede e fa parte della collana Sudamericana. È in vendita su www.incontropiede.it e su Amazon.  

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