Cimmino, adesso viene il bello

Dopo aver ultimato a New York il suo giro del mondo a nuoto, undici traversate affrontate in ogni condizione, il nostro grande atleta amputato ora sfida le coscienze di chi governa il mondo, sospinto dal suo essere una “capa tosta”

Sabato 28 giugno Salvatore Cimmino, il nuotatore amputato più abile e convincente che conosciamo, ha concluso a New York il suo Giro del Mondo a nuoto, a compimento di quanto si era prefisso nel 2010, quando ha elaborato, a dispetto di tutti gli scettici del pianeta, il progetto “A Nuoto nei Mari del Globo“.

Il suo lucido disegno contemplava in quattro anni undici traversate di altrettanti bracci di mare o di lago in tutti i continenti, qualsiasi fossero le condizioni ambientali. A conforto della sua determinazione, Salvatore aveva fissato le date dei tentativi (chi ha tempo non aspetti tempo) e le ha sempre rispettate. Non a caso sin da ragazzino, a Torre Annunziata, lo chiamavano “capa tosta”.

Il progetto di Salvatore aveva un sottotitolo che non ammetteva fraintendimenti: per un Mondo Senza Barriere e senza Frontiere a comprova che occorre lottare a qualsiasi livello per abbattere tutte le remore, architettoniche e mentali, che impediscono ancora oggi l’integrazione delle persone con disabilità  nella società.

La tappa conclusiva coincideva con la Manhattan Island Marathon Swim, il periplo dell’isola di Manhattan con partenza e arrivo a Battery Park, nei pressi di Ground Zero. Al via della gara si sono schierati 23 atleti, impegnati lungo i 54 km della circumnavigazione. Una prova molto impegnativa, per l’acqua molto fredda e con il contrasto dei venti, delle onde e delle correnti. Dopo 9h 34m e 46s di gran fatica Cimmino ha chiuso la prova al quindicesimo posto, tra gli incitamenti del Console Generale d’Italia Natalia Quintavalle e del viceconsole Roberto Frangione.

Senza soffermarsi troppo in bilanci, Cimmino ha così sintetizzato le undici tappe, una delle quali ha lasciato il segno: Salvatore ha stabilito e tuttora detiene il primato italiano nella traversata della Manica (9 ore e 50 minuti), ma altre prodezze – la traversata del lago di Galilea, lo stretto di Cook in Nuova Zelanda, lo stretto di Rottnest in Australia e la traversata del Lago di Kivu nella Repubblica Democratica del Congo – hanno contraddistinto il quadriennio di Salvatore.

Come abbiamo già ricordato Cimmino prima dell’ultima tappa ha presentato alle Nazioni Unite il suo progetto in occasione della settima Conferenza legata alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Ora a Salvatore tocca un’impresa titanica: quella di scalfire le coscienze dei governanti del mondo affinché legiferino a favore dell’integrazione delle persone con disabilità favorendo lo sviluppo della mobilità, l’inclusione nel mondo del lavoro e nella scuola, l’accesso alle nuove tecnologie. In una parola, affermare il diritto di cittadinanza.

Per ulteriori info www.salvatorecimmino.it

 

Le scadenze di Salvatore

Cimmino, 50 anni, quando ne aveva 14 ha subito l’amputazione della gamba destra a causa di un osteosarcoma che l’avrebbe condotto a morte certa.

Ha iniziato tardi a nuotare, nel 2006, per via dei dolori che lo affiggevano e ne ha tratto giovamento.

Nel 2007 ha realizzato il giro d’Italia a nuoto.

Nel 2009 il Giro d’Europa a nuoto e dal 2010 il Giro del Mondo, iniziato in Israele e conclusosi a New York. 

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